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La Germania rivuole il Discobolo, Sangiuliano: "Devono passare sul mio cadavere"

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Ultimo aggiornamento 2 Dicembre, 2023, 21:31:14 di Maurizio Barra

 

“L’opera deve assolutamente restare in Italia perché è patrimonio della Nazione” – “L’opera deve assolutamente restare in Italia perché è patrimonio della Nazione. Spero ci venga restituita la base settecentesca. Penso che la ministra federale della Cultura, Claudia Roth, non sappia nulla di questa storia. E sono certo che la collaborazione tra Germania e Italia, già ottima in tanti campi, migliori ancora in futuro anche in quello culturale”, ha aggiunto Sangiuliano. 

 

La storia della statua – La statua era stata venduta dal proprietario, il principe romano Lancellotti, alla Germania per volere di Benito Mussolini e nonostante le rimostranze del ministro dell’Educazione nazionale Giuseppe Bottai. Hitler aveva notato la statua durante la sua visita a Roma nel maggio 1938: infatti, incarnava le qualità dell’ideale “ariano”. Una volta acquistata, il Führer l’aveva donata alla Glyptothek di Monaco di Baviera. Il Discobolo era poi tornato in Italia 10 anni dopo perché inserito nella lista delle opere sequestrate dai nazisti da restituire all’Italia. 

 

Secondo quanto riporta il Corriere nell’edizione odierna, tutto è nato da una richiesta – attraverso una lettera – del direttore del Museo Nazionale Romano, Stéphan Verger, a quello della Gliptoteca di Monaco, Florian S. Knauß: la restituzione della base marmorea settecentesca del Discobolo. Knauß ha negato la restituzione della base e replicato: “Non sono nella condizione di abbandonare la nostra rivendicazione legale di una restituzione del Discobolo al nostro museo. La scultura venne legalmente acquistata dallo Stato Tedesco dopo essere stata offerta al Metropolitan Museum di New York. Le istituzioni italiane al potere in quel momento furono d’accordo con l’esportazione. Non è stato nemmeno un ‘regalo’ a Adolf Hitler. Il rimpatrio in Italia ha violato la legge, secondo l’opinione legale dello stato bavarese e del nostro museo”.  

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