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Esplosione durante messa cattolica: 4 morti. Il presidente: "Opera di terroristi stranieri"

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Ultimo aggiornamento 3 Dicembre, 2023, 13:33:48 di Maurizio Barra

Almeno quattro persone sono morte e 42 sono rimaste ferite a seguito di un’esplosione avvenuta durante la celebrazione di una messa cattolica a Marawi, nel Sud delle Filippine. L’esplosione è avvenuta in una palestra dell’Università di Mindanao dove si stava svolgendo la funzione religiosa alla quale partecipavano decine di persone. I feriti, rivelano le autorità locali citate da Bbc e Al Jazeera, hanno riportato per lo più lesioni lievi.

L’Università di Mindanao con un comunicato si è detta “profondamente rattristata e scioccata dall’atto di violenza” e ha condannato “inequivocabilmente e con la massima fermezza questo atto orribile e insensato”.

Il presidente Marcos: “Opera di stranieri”

Il presidente delle Filippine, Ferdinand Marcos Jr., ha condannato l’attentato definito “senza senso e odioso” e l’ha attribuito a “terroristi stranieri”.  

“Condanno nel modo più fermo possibile gli atti senza senso e odiosi perpetrati da terroristi stranieri presso la Mindanao State University e le comunità di Marawi questa domenica mattina presto”, ha dichiarato il presidente Marcos in una nota. “Gli estremisti che esercitano violenza contro gli innocenti saranno sempre considerati nemici della nostra società”.

Anche Mamintal Alonto Adiong Jr, governatore della provincia di Lanao del Sur a Mindanao, ha condannato il ”violento attacco”. “Qui nella mia  provincia, sosteniamo i diritti umani fondamentali, compreso il  diritto alla religione”, ha affermato Adiong in una nota. ”Anche gli attacchi terroristici contro gli istituti scolastici devono essere  condannati perché questi sono luoghi che promuovono la cultura della  pace e formano i nostri giovani affinché siano i futuri plasmatori di  questo Paese”.

Nel 2017 Marawi è stata teatro di sanguinosi scontri dopo che gruppi jihadisti che si richiamavano allo Stato islamico hanno parzialmente conquistato la città. Per cinque mesi, l’esercito filippino ha combattuto gli estremisti strada per strada, fino a quando la città è stata liberata nel corso di una battaglia che ha ucciso più di 1.200 persone (978  jihadisti, 168 soldati e 87 civili). 

Con una popolazione musulmana di circa il 20%, l’isola meridionale di Mindanao è stata teatro per decenni di conflitti tra il governo e vari  gruppi estremisti, tra cui l’organizzazione jihadista Abu Sayaf e il gruppo Maute, entrambi affiliati all’Isis.

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