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Locatelli: “Il diritto di essere felici vale per tutti”

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Ultimo aggiornamento 3 Dicembre, 2023, 08:36:00 di Maurizio Barra

Si celebra il 3 dicembre di ogni anno la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 per promuovere la consapevolezza e la comprensione delle questioni legate alle persone con disabilità e per mobilitare il supporto per la loro dignità, i loro diritti e il loro benessere.

Più di un miliardo al mondo (su 8 miliardi di persone), ossia circa il 15% della popolazione mondiale, vive con qualche forma di disabilità e l’80% vive nei paesi in via di sviluppo.

In Italia, le persone che, a causa di problemi di salute, soffrono di gravi limitazioni che impediscono loro di svolgere attività abituali sono circa 3 milioni e 100 mila, il 5,2% della popolazione. Gli anziani sono i più colpiti: quasi 1 milione e mezzo di ultrasettantacinquenni si trovano in condizione di disabilità e 990.000 di essi sono donne. 

Ne segue che le persone con limitazioni gravi hanno un’età media molto più elevata di quella del resto della popolazione: 67,5 contro 39,3 anni. Il 26,9% di queste vive sola, il 26,2% con il coniuge, il 17,3% con il coniuge e i figli, il 7,4% con i figli e senza coniuge, circa il 10% con uno o entrambi i genitori, il restante 12% circa vive in altre tipologie di nucleo familiare. 

Le persone con disabilità che vivono con genitori anziani sono particolarmente vulnerabili, poiché rischiano di vivere molti anni da sole, senza supporto familiare; questo rischio è, peraltro piuttosto diffuso perché un numero elevato di disabili sopravvive a tutti i componenti della famiglia (genitori e fratelli), anche prima di raggiungere i 65 anni.

”In occasione della Giornata  internazionale delle persone con disabilità, è giusto fare il punto  sui tanti provvedimenti che stiamo portando avanti, a partire  dall’attuazione della legge delega per l’implementazione del progetto di vita e l’avvio dell’iter di accertamento dell’invalidità civile, senza visite ripetute nel tempo e con procedure più efficienti, a cui  si aggiunge l’istituzione del Garante nazionale per le persone con disabilità e la legge sulla riqualificazione delle pubbliche amministrazioni”. Lo afferma il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli sottolineando l’importanza di lavorare “perché anche il diritto alla felicità venga rispettato e sia un diritto per tutti”.   

Alessandra Locatelli, già ministra nel governo Conte I, torna a ricoprire il ruolo di responsabile della Disabilità Ansa

Alessandra Locatelli, già ministra nel governo Conte I, torna a ricoprire il ruolo di responsabile della Disabilità

”Abbiamo sbloccato anche altri temi importanti – aggiunge – con l’avvio di tavoli di lavoro per rivedere la legge sull’eliminazione delle barriere architettoniche e garantire l’accessibilità universale, per modificare la legge del Dopo di noi, per la scrittura di un testo unico per la disabilità e per il riconoscimento del caregiver  familiare”.   

”Abbiamo stanziato 77 milioni per progetti sociali per l’autismo, ripartito il fondo per il sostegno all’ipoacusia e all’autonomia e comunicazione, il Fondo per le periferie inclusive è già stato destinato alle città più grandi e stanno arrivando i progetti con gli Enti del Terzo settore”, sottolinea il ministro Locatelli. 

“Stiamo, inoltre, iniziando a ragionare su come valorizzare i percorsi di inserimento lavorativo e le figure intermediarie che possano essere da accompagnamento – continua Locatelli – Abbiamo riorganizzato l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità ed entro un anno intendiamo presentare il Piano nazionale per la disabilità che per legge sarà firmato dal presidente della Repubblica”.        

”Toccando tutti i territori e conoscendo le diverse realtà del Paese – continua Locatelli – sono sempre più convinta che serva lavorare insieme per poter davvero invertire l’ordine delle priorità e velocizzare questo meraviglioso cambio di prospettiva che è in atto.  Oltre alla salute e al benessere, al diritto all’autonomia e alla formazione e inclusione lavorativa, alla mobilità e a una vita dignitosa ovunque si decida di abitare, credo sia fondamentale lavorare tutti insieme perché anche il diritto alla felicità venga rispettato e sia un diritto per tutti”.   

”La parola disabilità non è un’etichetta da dare a qualcuno, così come non lo è una malattia – conclude – una persona è una persona e come tale deve essere rispettata e valorizzata, si tratta di una  responsabilità condivisa di cui dobbiamo essere tutti consapevoli”.

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