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Messina Denaro, arrestata per favoreggiamento la figlia dell'amante del boss

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Ultimo aggiornamento 5 Dicembre, 2023, 12:45:15 di Maurizio Barra

I carabinieri del Ros hanno arrestato con le accuse di favoreggiamento e procurata inosservanza della pena aggravate Martina Gentile, figlia della maestra Laura Bonafede, presunta amante dell’ex super latitante Matteo Messina Denaro.

Nei confronti della ragazza, che il padrino latitante considerava come una figlia, la Procura aveva già chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il gip non aveva ritenuto ci fossero indizi sufficienti. 

Alla luce del nuovo materiale investigativo raccolto dai carabinieri il giudice ha ora disposto per l’indagata gli arresti domiciliari, in esecuzione all’ordinanza firmata dal gip di Palermo su richiesta del procuratore aggiunto della direzione distrettuale Antimafia Paolo Guido e dai sostituti Padova e De Leo.

L’indagata avrebbe fatto parte della ristretta rete di fiancheggiatori del boss Matteo Messina Denaro, in particolare contribuendo alla distribuzione dei pizzini del boss, in alcuni casi passeggiando per le vie di Campobello di Mazara, spingendo il passeggino con bimba al seguito.

Lo scambio dei pizzini di Messina Denaro tra Martina Gentile e Lorena Lanceri, altra favoreggiatrice del boss finita in manette nei mesi scorsi, sarebbe avvenuto nello studio di architettura dell’ex assessore all’urbanistica di Campobello di Mazara, Stefano Tramonte, in cui le due donne lavoravano. L’architetto, che si è dimesso nei mesi scorsi, è indagato.

Per i pubblici ministeri Martina Gentile è stata quindi “uno degli ingranaggi indispensabili del sistema di comunicazione ingegnato dal latitante, grazie al quale questi ha anche potuto mantenere la indispensabile sponda di Laura Bonafede nella condivisione e gestione delle strategie mafiose sul territorio di Campobello di Mazara”.

Nei giorni scorsi la Dda ha chiuso le indagini su Laura Bonafede alle quale viene contestato anche il reato di associazione mafiosa oltre a quelli di favoreggiamento e procurata inosservanza della pena.

Messaggi, foto e documenti: le nuove prove contro Gentile

A indurre il gip a disporre l’arresto di Martina Gentile sono stati i nuovi elementi investigativi emersi a suo carico. I cellulari sequestrati all’indagata, a sua madre e a Lorena Lanceri e la documentazione sequestrata all’ex latitante, molta scritta con linguaggio cifrato, hanno dipinto un quadro più completo del ruolo della donna. Nel covo di Messina Denaro sono state inoltre scoperte le impronte digitali di Gentile.

In un calendario, ritrovato nel suo ultimo nascondiglio, Messina Denaro inoltre appuntava in alcuni giorni un puntino o la parola Tan: gli inquirenti hanno scoperto che si trattava di una abbreviazione di Tania, lo pseudonimo usato per indicare Martina Gentile. In un caso il boss aveva scritto anche la frase “invio Tany”. Nelle date segnate dal capomafia, attraverso Gentile avveniva dunque lo scambio di “posta” per e da il latitante. E puntualmente il giorno successivo Laura Bonafede comunicava al capomafia di aver ricevuto le sue lettere: “ieri sai quando ho potuto leggere la tua? Alle 22”, si legge in uno dei biglietti sequestrati nel corso dell’indagine. È la prova che Gentile aveva consegnato il messaggio del padrino alla madre.

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