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Corteo funebre di moto, questore Bari 'fatto spartiacque'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 6 Dicembre, 2023, 01:10:49 di Maurizio Barra



“Ciò che è accaduto il 24 giugno
scorso è un fatto particolarmente grave che ha segnato un
arretramento della comunità barese. Quel corteo è stato uno
spartiacque, da allora la Questura prenderà prescrizioni per
tutti gli episodi analoghi, come già successo”. Lo ha detto il
questore di Bari, Giovanni Signer, in relazione alle misure
cautelari eseguite oggi dalla polizia nei confronti delle 11
persone ritenute apripista del corteo funebre di moto che lo
scorso giugno ha accompagnato il feretro del 27enne Christian Di
Gioia dal quartiere Japigia al cimitero di Bari, passando anche
contromano sotto il carcere.


   
Gli undici, accusati di blocco stradale, sono stati
sottoposti all’obbligo di dimora nel Comune di Bari con le
prescrizioni della permanenza in casa dalle 20 alle 7 e della
presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria. Alcuni di
loro hanno precedenti di polizia. La Dda, che ha richiesto le
misure, aveva chiesto anche il riconoscimento dell’aggravante
dell’agevolazione al clan mafioso (in questo caso il clan
Parisi-Palermiti di Japigia), che non è stata riconosciuta dal
gip. Quattro motorini di proprietà degli indagati sono stati
sequestrati. La mattina del 24 giugno, dopo il funerale un
centinaio di persone a bordo di numerosi motocicli diedero vita
a un corteo funebre non autorizzato a seguito del feretro
durante il quale furono bloccate le principali strade
interessate costringendo gli autisti a fermarsi, sia nei pressi
del carcere che a ridosso del cimitero.


   
Come sottolineato dal dirigente della Squadra Mobile di Bari,
Filippo Portoghese, il conducente del mezzo funebre fu anche
minacciato da alcuni amici del defunto sin dalla fine del
funerale: “Se non fai come ti diciamo noi ti facciamo una
caricata e ti mettiamo al posto del Big (il soprannome di Di
Gioia, ndr)”, avrebbero detto tre persone all’autista, che ha
denunciato.


   

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