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Due italiani in carcere in Finlandia, 'violati diritti umani'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 6 Dicembre, 2023, 01:16:32 di Maurizio Barra

Da un mese e mezzo due cittadini
italiani sono rinchiusi nelle carceri della Finlandia senza
poter comunicare con i loro avvocati in Italia, gli stessi che
hanno reso nota la notizia. I due, Nicola Ruiu di 24 anni e
Edmondo Casula di 39, residenti entrambi a Dorgali, in provincia
di Nuoro, sono stati arrestati a metà ottobre al loro arrivo a
Helsinki.

   
Dopo essere stati trattenuti alla dogana sono stati
trasferiti in prigione. Hanno subito un interrogatorio da parte
delle autorità giudiziarie finlandesi e poi sono stati separati
e rinchiusi in due carceri differenti. Casula è stato messo in
una cella in isolamento. Ai due detenuti, cui sono stati
assegnati due difensori d’ufficio, finlandesi, è stato proibito
nominare e parlare con i loro avvocati italiani, Ivano Iai e
Francesco Lai.

   
È stato consentito loro solo di avere brevi interlocuzioni
telefoniche con i familiari, vietandogli però di parlare del
procedimento in corso nei loro confronti, e anche di esprimersi
in lingua sarda. Ai familiari hanno confidato di essere detenuti
in condizioni pessime, al freddo e con cibo scarso.

   
Gli avvocati Iai e Lai denunciano il mancato rispetto dei
diritti umani: “Si confida che lo Stato italiano, attraverso
l’ambasciata italiana a Helsinki, possa al più presto
intervenire presso lo Stato finlandese affinché sia assicurato
il rispetto dei diritti umani, anche sul piano processuale”,
dichiarano. La situazione è definita preoccupante dai due
avvocati, che non sono riusciti ad avere informazioni precisi
sui reati contestati nemmeno dall’ambasciata italiana a
Helsinki. “Il nostro timore – spiegano – deriva dal fatto che
Ruiu e Casula non riescano a percepire chiaramente i termini
dell’accusa ed esercitare pienamente i propri diritti
difensivi, come d’altra parte hanno confidato ai familiari nelle
occasioni di contatto telefonico finora intervenute”.

   
Un prossimo colloquio telefonico fra gli avvocati italiani e
l’ambasciata è stato fissato per giovedì 7 dicembre. Intanto i
due detenuti restano in carcere senza che nessuno in Italia
sappia di cosa siano accusati.

   

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