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Regionali '24: Sardegna Chiama Sardegna, Irs e Progres con Soru

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Ultimo aggiornamento 6 Dicembre, 2023, 19:36:48 di Maurizio Barra

Avevano partecipato ad alcuni
incontri del campo largo del centrosinistra unito, prima di
abbandonarlo in polemica ai primi di ottobre scorso per un
“mancato riconoscimento delle istanze politiche e
metodologiche”. Ora i giovani di Sardegna chiama Sardegna,
movimento indipendentista, che nell’ultimo anno ha raccolto
oltre 1.200 adesioni ed è composto in media da trentenni, ha
scelto di aderire allo schieramento di Renato Soru e delle sigle
che già lo appoggiano nella corsa alle Regionali 2024: Progetto
Sardegna, Progressisti, Avs, +Europa, Liberu e Upc.

   
“Scegliamo di allearci con la coalizione sarda, alternativa a
quelle italiane di centrosinistra e di centrodestra, guidata da
Renato Soru per aprire una stagione di partecipazione, di
ascolto dei veri bisogni della maggioranza dei sardi e delle
sarde, e di governo, con riforme strutturali che ci impegneremo
a realizzare nella prossima legislatura”, scrivono in una nota i
portavoce del movimento Danilo Lampis e Nicoletta Pucci,
congiuntamente con il segretario nazionale di ProgReS Adriano
Sollai e il portavoce di iRS Simone Maulu, le due forze
indipendentiste alleate del movimento. Sardegna chiama Sardegna,
Irs e Progres daranno vita a una lista comune e presenteranno il
progetto il prossimo 17 dicembre (dettagli da definire).

   
“Siamo convinti – si legge nella nota congiunta – che
l’alternativa alla disastrosa giunta Solinas non passi da un
centrosinistra italiano che conferma, con i suoi principali
attori, proposte senza visione e una logica spartitoria volta
alla conservazione degli equilibri di potere, alla rielezione
dei soliti noti o di loro cooptati”. Gli indipendentisti si
rivolgono “alla maggioranza dei sardi e delle sarde che vogliono
una netta rottura con una classe dirigente che, in larga misura,
ha ignorato esigenze e aspettative delle persone, azzerando
dialogo e coinvolgimento, sacrificando a logiche e interessi
lontani le risorse e il bene della Sardegna”.

   
“La Sardegna ha bisogno di leggi, investimenti strategici,
con una prospettiva che possa affrancarla finalmente dalla
subalternità politica ed economica. Lavoreremo in questo senso –
annunciano le tre forze -, nell’interesse della maggioranza dei
sardi e delle sarde. Il nostro è un progetto aperto, in
sviluppo, a forte connotazione civica”.

   

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