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Un murale dell'artista Brovelli all'Hospice di Oristano

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 6 Dicembre, 2023, 00:39:33 di Maurizio Barra

Una ragazza dai capelli lunghi
neri, che tiene in mano un mazzo di lavanda e cammina in un
campo di girasoli. Perché anche un disegno e un’opera d’arte
possono regalare un attimo di serenità e gioia nel momento più
difficile e drammatico della vita di una persona. Con questo
obiettivo le associazioni “Komunque Donne” e “Donatori Nati
Polizia di Stato” hanno fatto un regalo speciale all’Hospice di
Oristano. Un murale grazie a un bozzetto dell’artista oristanese
Bettina Brovelli, riprodotto poi sul muro della sala d’aspetto
della struttura sanitaria cittadina grazie alle tecniche
innovative e all’esperienza grafica di Antonio Brigato.

   
Un murale inaugurato durante una semplice, ma significativa
cerimonia nella stessa sala d’aspetto dell’Hospice. “Ringrazio
le due associazioni a nome di tutto il personale dell’Hospice e
a nome di tutta l’azienda sanitaria oristanese – ha detto la
direttrice amministrativa della Asl 5 Rosalba Muscas – proprio
l’Hospice è stato già destinatario di altre donazioni, come il
rifacimento del giardino grazie a un’iniziativa del Comitato per
il Diritto alla Salute della Provincia di Oristano. E ora questo
murale come nuovo e speciale regalo, che infonde serenità, molto
adatto a questa struttura”.

   
Bettina Brovelli, anche lei reduce da una difficile
esperienza con la malattia, ha confessato: “Ho pensato a cosa
avrei voluto vedere e sentire quando stavo tanto male e ho
creato un’immagine”. Ed ecco il bozzetto del murale: una ragazza
immersa in un prato di girasoli con in mano alcuni rami di
lavanda. “Volevo solo trasmettere un po’ di sollievo”, ha
aggiunto Brovelli. “un quadro dalla comprensione immediata e che
vuole regalare tanta serenità”.

   
Maria Luisa Albiero, presidente di “Komunque Donne”,
associazione che si occupa di donne affette da tumore al seno,
ha spiegato: “Abbiamo voluto fortemente questo progetto perché
siamo convinti che l’Hospice non debba essere un luogo solo di
sofferenza, ma anche di sollievo. Abbiamo pensato ai pazienti,
che devono sentirsi accolti e sollevati, ma anche ai loro
familiari”.

   

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