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Perché l’opera lirica fa bene al cuore e al cervello

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Ultimo aggiornamento 7 Dicembre, 2023, 23:35:00 di Maurizio Barra

Guardare l’opera può far bene alla salute, in particolare a quella di cuore e cervello. A spiegarlo è Lorenzo Lorusso, direttore dell’U.O.C. di Neurologia e Stroke Unit dell’ospedale di Merate, dipartimento di Neuroscienze dell’A.S.S.T. Lecco, curatore e coautore del libro “Effects of Opera Music from Brain to Body” insieme a Michele Augusto Riva e Vittorio Alessandro Sironi.

“La musica lirica è in grado di trasmettere emozioni e di migliorare specifiche risposte cardiovascolari sia in persone sane, in funzione di un migliore incremento di alcune prestazioni sportive, sia in soggetti malati come i cardiopatici”.

“Assistere a un’opera, sia a teatro sia semplicemente attraverso l’ascolto e la visione di una sua registrazione, può determinare un intenso coinvolgimento emotivo, sensoriale e fisico. Implica l’uso della vista, stimolata dalla scenografia e dai costumi di scena, e una “partecipazione” motoria, determinata dal movimento dei personaggi in scena, dallo sviluppo dell’azione narrativa e dall’interessamento dei neuroni specchio: quando osserviamo qualcuno compiere un particolare gesto si attivano nel nostro cervello gli stessi neuroni”, aggiunge l’esperto. 

Ascoltare la musica sembra giocare un ruolo interessante nei casi di depressione e di ansia acuta perché è un formidabile generatore di neuromodulatori positivi per il nostro benessere: serotonina, dopamina e endorfine, i cosiddetti ormoni della felicità.

Come si compone una playlist “terapeutica”: Il brano musicale deve avere lo scopo di stimolare aree psichiche, coinvolgendo livelli affettivi più complessi. Alcune musiche, più di altre, hanno questi poteri”, precisa il neurologo. Il paziente deve essere al centro per cui solo un’attenta anamnesi musicale, effettuata da un musicoterapeuta, permetterà di indirizzare la scelta. A quel punto si potrà decidere una playlist personalizzata”.

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