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Scala, una prima in oro e rosso dedicata a Giulia

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 7 Dicembre, 2023, 22:30:17 di Maurizio Barra

(di Gioia Giudici)
Nero e oro, come il glamour di una
Prima impone, e come l’allestimento del palco suggerisce, ma
anche il rosso dedicato alle vittime del femminicidio e il viola
del femminismo storico: è un 7 dicembre quasi di rottura quello
del Don Carlo al teatro alla Scala. Un rompete le righe alla
milanese, dove lo scollamento dalla tradizione – che non
vorrebbe certi colori a teatro, tanto meno all’apertura di una
stagione come quella del Piermarini – risponde all’esigenza di
una maggiore aderenza al momento attuale.

   
E nell’anno in cui la vera protagonista della serata è la
senatrice a vita Liliana Segre, ospite del palco Reale insieme
al sindaco Beppe Sala, il presidente del Senato Ignazio La
Russa, i ministri Matteo Salvini e Gennaro Sangiuliano, molte
delle ospiti hanno scelto di ricordare, con i loro abiti, Giulia
Cecchettin e Giulia Tramontano, le due vittime che sono
diventate il simbolo della lotta alla violenza sulle donne. C’è
chi si è dipinta un segno rosso sul viso, chi – come la
drammaturga Sabina Negri – ha indossato scarpe rosse e chi – il
chirurgo plastico Dvora Ancona – ha scelto un intero abito nel
colore che è il grido di rivolta contro la violenza patriarcale.

   
Più filologica la scelta dell’attrice Sarah Maestri, in gown
dress di Atelier Emé di colore viola, quello – ha spiegato – del
femminismo delle suffragette.

   
In tanti si sono ispirati ai colori dell’opera, al nero e oro
che dominano sul palco scaligero, da Chiara Bazoli, compagna del
sindaco Giuseppe Sala, in abito lungo Armani Privé, ad
Alessandra Repini, in abito oro con pelliccia nera firmato da
Lella Curiel, che ha scelto gli stessi colori per Laura Morino
Teso. Tantissimi, come sempre, gli ospiti vestiti da Giorgio
Armani, dalla quota artistica internazionale incarnata da Pedro
Almodóvar e Louis Garrel, entrambi in smoking, all’etoile della
Scala Nicoletta Manni e al marito, il primo ballerino Timofej
Andrijashenko. Bellissimo l’abito redingote all black di Emma
Marcegaglia, così come quello – sempre Armani – di Giovanna
Salza, con rose rosse ricamate in omaggio all’opera.

   
Ancora rosso, ma color sipario, per la direttrice del teatro
Franco Parenti Andree Ruth Shammah, in un omaggio al teatro.

   
Curiosa la mise di Roberto D’Agostino, in cappotto Yamamoto
portato a pelle con tatuaggi in vista e kilt di pelliccia e
plissé. Tra le ospiti più belle ed eleganti, Lucrezia Guidone,
attrice di cinema e teatro protagonista della terza stagione di
Mare Fuori, in un abito lungo in tulle ricamato con motivo
floreale e gonna a ruota in crine steccato firmato dallo
stilista Antonio Riva. Tra i politici, notevoli gli smoking
Armani con papillon con strass per l’assessore milanese Tommaso
Sacchi, e lo smoking nero con cravatta di Valentino scelto
dall’assessora lombarda Barbara Mazzali.

   
Tra gli ospiti della serata anche Ornella Vanoni, accompagnata
dall’artista Francesco Vezzoli, la cantautrice Patti Smith,
arrivata con un’amica, l’attore Neri Marcoré e tutto il mondo
dell’imprenditoria milanese, da Donatella Javarone ad Arturo
Artom, che dopo la prima ospita una cena da Cracco in Galleria
con ospite Morgan.

   

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