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Spalletti cittadino di Napoli, 'ora sono uno scugnizzo'

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Dicembre, 2023, 07:36:14 di Maurizio Barra



(di Francesco Tedesco)
Luciano Spalletti cittadino
onorario di Napoli e, come dice lui, da adesso “official
scugnizzo”. Sprizza entusiasmo il ct della Nazionale nel giorno
in cui il Comune di Napoli, al Maschio Angioino, gli attribuisce
la cittadinanza. “Non ho ancora preso casa in città, però è una
cosa che può succedere anche perché da questo momento sono un
vero scugnizzo”, dice il tecnico nato e residente a Certaldo, in
provincia di Firenze, che ha vinto il primo scudetto italiano
della sua carriera lo scorso anno sulla panchina degli azzurri,
in una città impazzita di gioia per il terzo titolo dopo i due
dell’era Maradona.


   
“La cittadinanza di Napoli – ha detto Spalletti – ha un
significato enorme, che veramente mi riempie di soddisfazione,
di gioia, di felicità. Perché qui non si tratta solo dei
risultati sportivi, ma del legame tra me e i napoletani, che è
una cosa magnifica”. Tanti i partenopei che hanno salutato e
celebrato in strada il tecnico al momento del suo arrivo al
Maschio Angioino, in una città che lo adora, come dimostrano i
due sposi appena diventati marito e moglie al castello e che
sono entrati in sala Baroni per fare una foto con il nuovo ct
della nazionale appena diventato napoletano.


   
“Credo che questa cittadinanza di Napoli a Spalletti – dice
il sindaco Gaetano Manfredi prima di consegnargli la
certificazione – sia il giusto riconoscimento a un grande
personaggio che ha dato tanto alla città e che ha amato tanto
Napoli, ma che è anche molto amato. E’ una giornata di festa, di
riconoscimento del lavoro fatto, ma anche di augurio di un
futuro molto positivo in primo luogo per il Napoli, ma anche per
la nazionale di cui oggi Luciano Spalletti è l’allenatore”.


   
La cerimonia si è svolta secondo il cerimoniale, ma poi è
proseguita fuori dagli schemi, con Spalletti conteso per i
selfie dalle autorità, dai tifosi, fino ai guardiani del
castello. Un bagno di folla che dimostra l’amore totale della
città nei confronti del tecnico, che prova a spiegare quanto il
suo Napoli sia stato diverso, ma ugualmente vincente, rispetto
a quello di Maradona, l’ultimo uomo del calcio cui Napoli ha
conferito la cittadinanza onoraria. “La cittadinanza – dice
Spalletti – la ebbe Diego, ma non facciamo paragoni di questo
livello, non li reggo. Io ho avuto calciatori che hanno mostrato
che lavorando tutti insieme, e anche insieme alla città, si può
raggiungere il livello del numero uno del mondo”.


   
Presente alla cerimonia anche il presidente del Napoli,
Aurelio De Laurentiis. Lui e l’ex allenatore stanno mettendo da
parte le tensioni che ci sono state nell’ultimo anno edoggi si
abbracciano sul palco del castello di Napoli. “Perché ho
lasciato la panchina? E’ una cosa che è dispiaciuta anche a me
– osserva Spalletti -, però volevo preservare questa bellezza
che avevo nel cuore e non rimetterla subito in discussione: è
una roba che nessuno può capire se non la prova direttamente
come l’ho provata io. La presenza oggi di De Laurentiis mi fa
piacere perché lo scudetto è stato determinato dal lavoro di
tutti insieme. Questa compattezza di città, calciatori e di
tutti quelli che hanno lavorato nel Napoli ha portato la
bellezza che oggi tutti ricordiamo. E’ il modo di fare che ci ha
portato allo scudetto”.


   
Un grande traguardo che De Laurentiis ha vissuto con
orgoglio: “Vi prometto – ha detto – che lo scudetto sarà
un’esperienza ripetibile. Non si può vincere ogni anno senza
imbrogli. Anche se non cambi i giocatori, gli stessi non
rispondono sempre allo stesso modo in campo, per appagamento,
frustrazione, ma anche per il rinforzo delle altre squadre. E
nella vittoria conta anche un grande comandante come Luciano,
che da oggi è partenopeo e quindi possiamo chiedergli
consulenze”. Una battuta che porta Spalletti e De Laurentiis a
ridere insieme.


   

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