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Ultimo aggiornamento 9 Dicembre, 2023, 06:41:07 di Maurizio Barra
Gli spettacoli sono “come il cibo, come le torte: a qualcuno possono piacere, a qualcuno no”. Lluis Pasqual, il regista del Don Carlo che ieri ha inaugurato la stagione lirica della Scala, ha liquidato con un pizzico di ironia e una similitudine le contestazioni arrivate da una parte del pubblico al suo allestimento considerato poco movimentato. “A me la gente pareva contenta. Ho sentito un rumore vago e dopo mi hanno detto che c’è stata qualche contestazione – ha spiegato dopo lo spettacolo – Io sento la responsabilità davanti a Verdi, mi sento un assistente del compositore e alla Scala volevo portare questa storia nera”, come il colore principale, insieme all’oro, che ha usato nell’allestimento. È lunga la frequentazione di Pasqual con Milano dove fu assistente di Giorgio Strehler. “È un privilegio averlo conosciuto e visto provare e averlo sostituito a Parigi all’Odéon – ha raccontato – È stato un amico, un padre che andavo a trovare quando ero in crisi”. “Mi ha insegnato che devi sempre puntare a dipingere la cappella Sistina, anche se non ce la farai mai, Bisogna alzare l’asticella perché non vale la pena fare un salto piccolo” ha aggiunto. E Pasqual ha fatto tesoro dell’insegnamento. Nel 1976, quindi in epoca franchista, ad esempio, a Barcellona ha fondato l’indipendente Teatre Lliure. Ma sono anche altri i registi con cui ha stretto un legame profondo. Un legame non padre-figlio ma da pari, per età e gusti, ad esempio lo ha stretto con Pedro Almodovar che ieri è venuto alla Scala di Milano per vedere il suo Don Carlo. “Con lui ci conosciamo da tanti anni, dall’epoca della Movida e spesso adoperiamo gli stessi attori. Antonio Banderas – ha raccontato – ha iniziato con me. Almodovar lo ha visto in un mio spettacolo e lo ha preso”. Il resto è storia del cinema. Questo Don Carlo invece è la storia della solitudine del potere, secolare e religioso (“due disgrazie del mondo sono nazionalismo e religione” aveva detto alla presentazione dello spettacolo). Il fatto che si trattasse della Prima del 7 dicembre non lo ha messo sotto pressione. “So cos’è Sant’Ambrogio per i milanesi e se avessi 25 o 30 anni mi ci sentirei, ma ne ho 73 e sento solo la responsabilità davanti a Verdi”. La città è una delle sue preferite, anzi è la sua “seconda città”. “La trovo un po’ trasformata, in peggio. Io andavo a camminare fuori dal Piccolo in via Fiori Chiari ed era come passeggiare in un convento, mentre ora è piena di gente e di negozi dello shopping. Però – ha concluso – Milano è sempre Milano, ce l’ho nel cuore”.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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