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Progetto contro la violenza nelle scuole, dietrofront Valditara: "Avanti senza garanti"

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Ultimo aggiornamento 9 Dicembre, 2023, 18:30:56 di Maurizio Barra

 

Il passo indietro sui garanti

 “Il progetto ‘Educare alle relazioni’ andrà avanti senza alcun garante. Nel suo svolgimento concreto si continuerà il dialogo con le associazioni rappresentative dei genitori, dei docenti e degli studenti”, ha aggiunto Valditara. “Il maschilismo e la violenza contro le donne sono temi seri e importanti che stanno a cuore a questo governo”, ha spiegato nella lunga nota al termine della quale ha annunciato il passo indietro sui garanti del progetto.

 

Concia: “Troppe polemiche a destra e sinistra”

 “Capisco la decisione del ministro Valditara e lo ringrazio della fiducia accordatami: dopo due giorni di polemiche da ambienti massimalisti della destra e della sinistra, è per me evidente che non esistono le condizioni per svolgere il lavoro equilibrato e dialogante che mi ero proposta insieme alle altre due garanti del progetto”, ha detto Anna Paola Concia, coordinatrice del comitato organizzatore di Didacta Italia. “Resto convinta che solo il confronto tra matrici culturali differenti possa produrre linee guida efficaci e non divisive sul tema del rispetto della libertà delle donne”, ha aggiunto.

 

La Russa chiama Concia per esprimerle vicinanza umana

 Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha telefonato ad Anna Paola Concia per esprimerle “vicinanza umana”. Nel colloquio non si è entrati nel merito della vicenda legata all’ex deputata del Pd e alla decisione del ministro dell’Istruzione di non affidarle più il coordinamento del progetto di educazione affettiva nelle scuole. La Russa ha invitato Concia al concerto di Natale che si terrà al Senato. La diretta interessata, riferiscono sempre le stesse fonti, era molto contenta di aver ricevuto la telefonata del presidente del Senato ma ha dovuto declinare l’invito perché all’estero.

 

 

Valditara: “Promuovere nelle scuole il contrasto alla violenza contro le donne”

 Valditara ha spiegato: “Non casualmente è stato approvato dal Parlamento un disegno di legge a prima firma Roccella che si intitola ‘Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica’. E non casualmente – ha aggiunto il ministro – si è siglato il 22 novembre fra i ministri delle Pari opportunità e della Famiglia, della Cultura, dell’Istruzione e del Merito un protocollo d’intesa per promuovere nelle scuole il contrasto alla violenza contro le donne”.

 

Niente educazione sessuale

 Secondo Valditara, il progetto “Educare alle Relazioni” è una risposta “che attua questo indirizzo e che tiene conto delle tante sensibilità di cui è composto il Paese e il Parlamento”. Un progetto che “non parla dunque in alcun modo di educazione sessuale, di educazione all’affettività, o di cultura gender. Costituisce, su base volontaria, fuori dal curriculum scolastico, gruppi di discussione fra i giovani, moderati da un docente appositamente formato da Indire, per contrastare mentalità e atteggiamenti che generano discriminazione, sopraffazione e violenza verso le donne”. 

 

 

“Educare al rispetto verso ogni persona”

 “Insomma – ha osservato ancora Valditara – serve a far riflettere i giovani su un tema decisivo per il grado di civiltà della nostra società. Si prevede anche il coinvolgimento delle associazioni rappresentative dei genitori”. Più in generale, fa parte di “una scuola che educhi al rispetto verso ogni persona: sono gli studenti stessi a essere protagonisti, non sono lezioni dalla cattedra”.

 

 

Le polemiche sui garanti

 La presenza dei garanti, dunque, “aveva semplicemente lo scopo di sostenere questa iniziativa” e “la loro diversità culturale era proprio un messaggio forte per significare che nel contrasto alla violenza contro le donne dobbiamo essere tutti uniti, partendo da iniziative concrete, di buon senso, non estremiste, né tanto meno ideologiche”. Un tentativo “di unire mondi molto distanti fra loro per un fine socialmente importante”, ha concluso Valditara, che però non è riuscito, visto che “ha suscitato polemiche” che hanno portato il ministro a non attivare l’incarico. 

 

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