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Ultimo aggiornamento 12 Dicembre, 2023, 23:53:32 di Maurizio Barra
Italia, paese con una delle tradizioni culinarie più ricche e famose al mondo, non è in grado di tenersi stretti i giovani talenti dietro i fornelli. Ad essere in fuga non sono solo i cervelli ma anche tanti aspiranti chef. ‘L’Italia non è un paese per giovani chef’, titola un report della Reuters, sarebbero infatti tanti i sottopagati, con turni estenuanti e senza prospettive. Chi può va all’estero, in particolare negli Stati Uniti, a New York. Tra i vari esempi il caso di Davide Sanna, di origini sarde, che per perseguire il suo sogno è stato costretto a fare i bagagli e a trasferirsi oltre oceano. Davide ha raccontato che ha iniziato a lavorare nelle cucine di diversi ristoranti della Sardegna da quando aveva 19 anni. Nei casi migliori portava a casa 1800 euro sgobbando per 60 ore alla settimana. La svolta è arrivata quando un collega lo ha messo in contatto con un ristoratore alla ricerca di cuochi a New York. Il giovane non ci ha pensato due volte ed ha accettato l’offerta. Davide, 25 anni, ora lavora da ‘Piccola Cucina’, noto ristorante italiano con diverse sedi, tra cui una nel quartiere posh ‘SoHo’. Porta a casa circa 7mila dollari al mese lavorando 50 ore a settimana. “Qui ci sono regolari contratti – ha spiegato – nulla è in nero. Se lavori un minuto extra vieni pagato. Non è come in Italia”. Un altro giovane chef ‘in fuga’ è Roberto Gentile, 25 anni, siciliano. Dopo aver lavorato in Spagna e nel Regno Unito, ora è Le Suquet, ristorante francese due stelle Michelin nelle vicinanze di Toulouse. Nonostante la sua passione per la cucina italiana e il desiderio di tornare nel Bel Paese, Gentile ha detto che i freni economici non giocano a favore. “Dopo aver fatto esperienza all’estero e aver raggiunto un certo livello – ha sottolineato – la speranza sarebbe di tornare in Italia alla ricerca di un ruolo adatto e uno stipendio decente. Ma non succede. Dove mi vedo fra cinque anni? Non in Italia”. E poi c’è chi ha provato a tornare, come Giorgia Di Marzo. Dopo aver lavorato nel Regno Unito, Giorgia è tornata in Italia ed ha aperto un ristorante a Gaeta. Ora fa fatica a stare a galla e a causa dei costi elevati di gestione e di personale può solo offrire ai suoi dipendenti contratti trimestrali in particolare nei periodi di bassa stagione. A questo punto, l’autrice dell’articolo tocca un’altra nota dolente per l’Italia, ossia il lavoro nero. Si sottolinea che per molti ristoratori la risposta alle condizioni economiche difficili è di non dichiarare il personale. Questa economia ombra è particolarmente diffusa nel settore della ristorazione.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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