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Capitale Cultura 2026: Saia, speranza per chi vive in Molise

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 13 Dicembre, 2023, 23:57:07 di Maurizio Barra

“E’ il passo decisivo verso il
sogno di Agnone (Isernia) capitale della cultura che dà speranza
a chi ci vive in Molise e chi vuole tornarci perché vuol dire
che abbiamo le carte in regola per rilanciare i nostri
territori”. Così all’ANSA il sindaco di Agnone, Daniele Saia,
dopo l’annuncio del Ministero della Cultura dei 10 Comuni e
Unioni di Comuni entrati nella fase finale della selezione
Capitale italiana della Cultura 2026, tra cui c’è anche il paese
altomolisano.

   
“L’ho saputo da pochissimo – ha detto ancora Saia anche
presidente della Provincia di Isernia – ero in auto e ho
ricevuto una telefonata. Mi sono dovuto fermare e prendere fiato
per la gioia immensa provata. Siamo orgogliosissimi di aver
raggiunto già questo primo obiettivo: essere nella Top 10!
Subito ho pensato a tutti gli attori del territorio che hanno
consentito di arrivare alla candidatura, alla presentazione del
dossier e ora a questo primo risultato. Ringrazio tutti i
comuni, la Regione, l’Università del Molise, il capo progetto la
prof.ssa Bindi, e la struttura comunale di Agnone. Abbiamo messo
in campo tutti gli sforzi possibili e immaginabili e il
risultato rappresenta il riscatto per l’intera regione”.

   
Saia ha voluto ricordare il titolo del progetto: “E’ ‘Fuoco
dentro, margine al centro’ il significato è profondo, parte
dalla storia di Agnone per arrivare alla storia di tutti i
comuni dell’Appenino e delle Alpi, 15 milion di abitanti che
vivono nelle aeree interne e non si arrendono”. L’annuncio del
Ministero è arrivato dopo un altro grande successo per Agnone
con la ‘Ndocciata, l’antico rito del fuoco, svoltasi il 9
dicembre scorso con presenze record: “Circa 30mila partecipanti
– ha detto Saia – una prova generale per i grandi eventi che
Agnone ha superato alla grande. Abbiamo ricevuto attestati di
riconoscimento per la nostra grande capacità organizzativa.

   
Dobbiamo convincerci che non siamo inferiori a nessuno, dobbiamo
tornare a fare impresa come facevano nell’Ottocento e dobbiamo
rilanciare i nostri settori chiave: artigianato e agricoltura
puntando sul patrimonio naturale”. “Intanto – ha concluso –
continuiamo a lavorare aspettando il 4 e 5 marzo prossimi,
quando ci saranno le audizioni a Roma e poi, entro fine marzo,
la proclamazione”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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