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De Sica, 'io Gigolò per caso tra il Conte Max e Sordi'

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Ultimo aggiornamento 13 Dicembre, 2023, 01:32:56 di Maurizio Barra

‘Tale padre tale figlio’, anche se all’inizio non si direbbe. Gigolò per caso, la nuova serie comedy in sei episodi su Prime Video dal 21 dicembre, gioca su questo luogo comune e lo fa con un cast corale capitanato da Pietro Sermonti e Christian De Sica. Pensata ovviamente per il mercato internazionale (andrà in oltre 240 paesi), questa la storia diretta da Eros Puglielli. In una una Roma da cartolina Alfonso (Sermonti con tanto di parrucca e baffi), personaggio inetto dominato dalla moglie Margherita (Ambra Angiolini), scopre che il padre Giacomo (De Sica), con cui ha sempre avuto un rapporto non facile, gli ha sempre tenuto nascosto il suo vero mestiere: quello di gigolò. Alfonso, già crisi con la moglie, coinvolta in una storia con la loro terapeuta di coppia (Asia Argento) e in difficoltà economiche, decide così di rivoluzionare la sua esistenza e seguire le orme paterne. Mega-cast con Frank Matano (Don Luigi), Claudio Gregori (Greg), Antonio Bannò, Francesco Bruni, Giorgia Arena, Marco Messeri, Sandra Milo, Stefania Sandrelli e le special guest star Gloria Guida, Isabella Ferrari, e Virginia Raffaele. Daniela Delle Foglie e Tommaso Renzoni firmano soggetto e sceneggiatura. “Tra me e Sermonti c’è stata subito una bellissima alchimia tanto che alla fine si crede davvero sia mio figlio – dice Christian De Sica oggi all’incontro stampa -. Meraviglioso è stato anche il rapporto con il regista Eros Puglielli che è riuscito a fare una finalmente una commedia sofisticata che se dovesse avere successo sarebbe una vera guida di questo genere”. Per quanto riguarda i personaggi a cui si è ispirato, dice ancora De Sica: “Sicuramente a mio padre, in quanto Conte Max, ma anche un po’ ad Alberto Sordi”. Tra le battute del suo personaggio molte ricordano, anche se sottotono, quelle dei cinepanettoni, così c’è chi chiede se Gigolò per caso sia anche un po’ una commedia su cui ha pesato il tabù del sesso. “Se è così non me ne sono accorto – risponde l’attore -, ormai mi fanno fare solo malati di Alzheimer. D’altronde il politicamente corretto è una stronzata – continua De Sica -. Si ride con il demonio e non con San Francesco. Certo, ho interpretato tante carogne, misogini, ma sull’eros non abbiamo mai spinto troppo. Forse nei cinepanettoni a volte abbiamo esagerato con certe battute, ma oggi io stesso certe cose non riuscirei più a dirle”. Asia Argento, da sempre sostenitrice del #MeToo, risponde alla domanda: “Questa serie casomai è una serie molto femminista ed anzi esiste solo perché c’è stato il #MeToo”. Anche Ambra Angiolini sottolinea: “In Gigolò per caso le donne non sono di nessuno e questo è buono”. Spiega infine Sermonti: “Il mio personaggio, Alfonso, è un uomo che ha letto molti libri sul femminismo, ma non li ha neppure capiti. È un insicuro che tende a colpevolizzarsi anche per il fatto che la moglie ha una storia con la terapeuta. Ma il problema è un altro, ogni uomo deve chiedersi davanti a uno specchio perché di fronte a un disagio, al suo stare male, entrino in lui così tante vescicole di violenza. Questa è una cosa comune a tutti gli uomini, ma ce ne dimentichiamo troppo spesso. Un uomo insomma – conclude – deve saper rinunciare ad essere e a sentirsi il più forte, una cosa che ci viene da quando eravamo solo dei selvaggi”.

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