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Rete ospedaliera Abruzzo: Marsilio, modello pilota in Italia

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 13 Dicembre, 2023, 04:13:14 di Maurizio Barra

“A differenza di quello che
accadeva in passato, abbiamo creato una nuova rete che non
taglia i servizi, non taglia i posti letto, non taglia il
diritto alla sanità. Ci sono alcune situazioni in cui i servizi
vengono messi a rete per evitare inutili doppioni. Il nostro
modello diventerà un modello pilota per tutta l’Italia al quale
il Ministero guarderà con attenzione”. Così il presidente della
Giunta regionale d’Abruzzo, Marco Marsilio, a margine della
seduta del Consiglio regionale nel corso della quale è stata
approvata la nuova rete ospedaliera.
“Noi – ha aggiunto Marsilio – ci facciamo rispettare a Roma.

   
Ieri ero al Ministero della Salute a raccontare questo percorso
della sanità abruzzese tra l’interesse e l’attenzione di tutti i
principali operatori della sanità pubblica e privata nazionale.

   
Questa è la differenza tra il piccolo Abruzzo che io ho trovato
e l’Abruzzo che stiamo facendo crescere. Resta il fatto che
abbiamo ereditato una regione dove la rete ospedaliera non
esisteva. Le polemiche sterili di chi fa opposizione oggi
nascondono l’incapacità di governare, tanto è vero che proprio
per questa ragione loro la rete non l’hanno mai fatta perché non
sono mai stati in grado né di fare scelte né di spiegarle ai
territori quando magari qualche scelta avrebbe comportato anche
delle situazioni difficili, se non addirittura conflittuali.

   
Oggi ci troviamo nella situazione paradossale in cui noi
riusciamo con il governo a ottenere il via libera da parte dei
ministeri, sia della Salute sia del Mef, su una rete ospedaliera
che deroga, in molti punti, alle prescrizioni del decreto
Lorenzin perché, quelle sì, inattuabili in Abruzzo perché
avrebbero creato davvero tagli e penalizzazioni. A volte avere
il primario del piccolo ospedale di provincia non serve a niente
anche perché sono i primari stessi a non andarci, come hanno
dimostrato spesso i bandi andati deserti, perché non attrattivi.

   
E in più, avere situazioni, uffici e organizzazioni troppo
piccole non garantisce né l’efficienza né l’efficacia delle
cure. Abbiamo lavorato sul concetto di rete, sulle sinergie tra
i diversi uffici, tra i diversi ospedali e presidi sanitari” ha
concluso Marsilio.

   

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