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Softlab: cassa prorogata, Fiom-Cgil "ora urgono commesse"

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Ultimo aggiornamento 13 Dicembre, 2023, 00:28:34 di Maurizio Barra

Sarà prorogata la cassa
integrazione per i lavoratori della sede casertana di Softlab,
azienda di informatica presente in tutta Italia. E’ emerso
dall’incontro tenuto dai sindacati al Mimit (Ministero Imprese e
Made in Italy), in cui si è deciso in primis di garantire il
sostegno al reddito dei lavoratori, essendo la cassa
integrazione in scadenza al 31 dicembre prossimo. Saranno quindi
avviate le procedure per prorogare la cig, ma il risultato non
tranquillizza lavoratori e sindacati, che chiedono certezze per
il futuro, visto che i circa 230 dipendenti della sede Softlab
di Maddaloni (in tutta Italia l’azienda ha circa 700
dipendenti), da quando sono stati assunti qualche anno fa, non
hanno in pratica mai lavorato, restando quasi sempre in cassa
integrazione con poche ore di lavoro o a zero ore, come sta
avvenendo attualmente; solo una trentina di addetti è stata
impegnata in qualche commessa, e attende alcune mensilità,
mentre gli altri in cig attendono che l’azienda paghi la quota
di cassa di propria spettanza da luglio (l’Inps ha regolarmente
corrisposto le somme che le competono). I lavoratori Softlab
sono tutti ex dipendenti della multinazionale Jabil di
Marcianise, fuoriusciti da quest’ultima negli anni scorsi in
seguito ad una crisi produttiva e assunti in Softlab sulla base
di incentivi pagati da Jabil e di processi di
reindustrializzazione voluti dalle istituzioni governative e
regionali ma mai decollati. Peraltro la multinazionale Usa aveva
fatto da garante sulla capacità produttiva di Softlab. Il
segretario della Fiom-Cgil di Caserta Francesco Percuoco, oggi a
Roma con i lavoratori Softlab, spiega che “la cassa integrazione
non è la soluzione ad un problema occupazionale che doveva
essere risolto da un progetto di ricollocazione rimasto sulla
carta; era però doveroso non lasciare scoperti i lavoratori ex
Jabil che si sono messi in gioco ed hanno accettato dí
ricollocarsi perché si sentivano garantiti dalla presenza delle
istituzioni regionali e nazionali. Adesso lavoratrici e
lavoratori non possono essere abbandonati dalle istituzioni e
anche nell’ incontro del prossimo 24 gennaio, chiederemo di
lavorare ad una soluzione che dia prospettive occupazionali”.

   

   

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