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>>>ANSA/La pasta italiana debutta nello spazio per sfida Unesco

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Ultimo aggiornamento 15 Dicembre, 2023, 00:58:08 di Maurizio Barra

(di Claudio Salvalaggio)
La pasta italiana va nello
spazio per la prima volta, sulla tavola degli astronauti della
Iss. La porterà la prossima missione Axiom 3 in partenza il 10
gennaio dalla Florida. Il progetto ‘Italian Space Food”,
presentato all’ambasciata italiana di Washington alla presenza
del ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare
Francesco Lollobrigida, prevede che i quattro membri
dell’equipaggio, tra cui il colonnello dell’aeronautica militare
Walter Villadei, gustino cibo italiano sia durante i 14 giorni
di quarantena pre-partenza, con menu preparati per l’occasione
da Rana, sia in orbita, grazie a prodotti creati ad hoc da
Barilla. L’iniziativa si inserisce nel contesto della
candidatura della cucina italiana al patrimonio immateriale
dell’Unesco, presentata dal governo italiano a fine marzo.
“Per la prima volta le nostre eccellenze alimentari e un
prodotto iconico come la pasta arriveranno nello spazio. Siamo
molto orgogliosi di questa iniziativa, un esempio concreto di
come sia possibile coniugare la nostra tradizione con
l’innovazione, l’amore per le nostre radici con la voglia di
andare oltre gli orizzonti conosciuti, e di portare quell’
identità nel futuro”, ha sottolineato la premier Giorgia Meloni
in un messaggio letto dall’ambasciatrice d’Italia Mariangela
Zappia, la quale ha ricordato come questo progetto faccia parte
“di una cooperazione di lunga data e molto ampia tra Italia e
Stati Uniti nel settore spaziale, dove il nostro Paese sta
fornendo il suo contributo fondamentale con creatività e
innovazione”.

   
“Una missione per continuare a valorizzare la candidatura
della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’Unesco”,
ha spiegato Lollobrigida. “È una sfida che dobbiamo e possiamo
vincere, come hanno fatto altri Paesi prima di noi, dalla
Francia al Messico e alla Corea del sud. L’Italia non è seconda
a nessuno”, ha proseguito, osservando che si tratta di “grande
occasione per promuovere il Made in Italy” e di “rafforzare la
nostra collaborazione col nostro principale alleato, gli Usa,
con cui condividiamo gli stessi valori e principi democratici e
di sostenibilità”.

   
Il generale di squadra aerea dell’aeronautica militare
Antonio Conserva ha riferito che la missione consentirà anche di
“migliorare la nostra capacità di sorveglianza degli oggetti
spaziali in orbita”, mentre il colonello Villadei ha illustrato
i 12 esperimenti previsti in orbita, dalla pasta a patologie
come Parkinson e Alzheimer, dall’automotive ai tessuti
sperimentali. “Questa è una delle prime missioni, forse la prima
missione in assoluto, che l’Italia fa nella nuova space economy,
mettendo insieme diverse istituzioni. C’è il Ministero della
difesa ma ci sono anche il ministero dell’Agricoltura e della
sovranità alimentare, il ministero del Made in Italy, la
presidenza del consiglio, l’Agenzia spaziale italiana e
l’industria italiana”.
“Non dobbiamo solo essere orgogliosi del passato ma anche
guardare al futuro”, ha commentato il vicepresidente del gruppo
Barilla, Paolo Barilla, lodando “un progetto innovativo che apre
una nuova frontiera” e “ci permette di sondare un terreno
sconosciuto”. “Forse un giorno manderemo il cibo italiano anche
sulla luna e oltre”, ha ipotizzato il chief technologist della
Nasa A.C. Charania.

   
“Siamo entusiasti di aver preso parte al progetto ‘Italian Food
in Space’, che ci permette di continuare la nostra missione di
diffondere con grande orgoglio l’eccellenza e l’esperienza
gastronomica italiana nel mondo e non solo”, gli ha fatto eco
Giovanni Rana Jr., Innovation Manager del Gruppo Rana, che
curerà il menù della quarantena, con piatti che spazieranno
nelle cucine regionali e comprenderanno anche la pizza. Il
presidente dell’Ice Matteo Zoppas, dal canto suo, ha evidenziato
le grandi opportunità promesse nei prossimi anni dal settore
aerospaziale, che in Italia conta circa 7 miliardi di euro di
export, mentre si stima che la new space economy passerà dai
circa 450 miliardi di dollari ai 600 nei prossimi cinque anni.

   

   

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