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Davigo attacca il giudice che lo ha condannato, 'nessun reato'

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Ultimo aggiornamento 15 Dicembre, 2023, 18:10:20 di Maurizio Barra



“Non solo non ho commesso reati,
ma ho fatto il mio mestiere. Ma visto che a Brescia le cose non
sempre le capiscono mi hanno condannato. Ormai sono abituato è
il 27mo procedimento che ho a Brescia”. Sono le parole
pronunciate da Pier Camillo Davigo ospite ‘Mucchio Selvaggio’,
il podcast di Fedez.


   
“Se un pescatore pesca un luccio di 15 chili e lo fotografano
sul giornaletto di provincia, è il pescatore che fa protagonismo
o il luccio che è grosso? Non do giudizi, ma mi limito a dire
che nel caso che mi ha riguardato, io ero un luccio che dava
lustro”.


   
Davigo è stato condannato in primo grado a un anno e tre mesi
per rivelazione del segreto d’ufficio per i verbali sulla
presunta Loggia Ungheria. “Come fa il tribunale di Brescia a
dire che io ho violato il segreto? Il segreto sarebbe stato se
avessi detto al Csm ‘c’è un’indagine con questi nomi’ e non
‘guardate che non stanno facendo un’indagine’. Ho spiegato tutto
nei motivi d’appello. Credo alla giustizia? Assolutamente sì. Ci
sono ancora l’appello, la Cassazione e la Corte europea dei
diritti dell’uomo”, ha aggiunto Davigo. Che in riferimento al
giudice Roberto Spanò che lo ha condannato ha detto: “Questo è
un paese curioso in cui più volte il presidente del collegio di
Brescia pubblicamente ha dichiarato che fino a questo processo
non sapeva cosa fosse il comitato di presidenza del Csm. Non è
una cosa di cui ti devi vantare”. Roberto Spanò non ha al
momento voluto replicare e ha scelto la linea del silenzio.


   



   

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