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Reddito di cittadinanza non dovuto, condannata a 28 mesi

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Ultimo aggiornamento 15 Dicembre, 2023, 20:32:04 di Maurizio Barra

Due anni e quattro mesi di
reclusione più il pagamento delle spese processuali. E’ questa
la pena inflitta dal giudice monocratico del Tribunale di
Sulmona (L’Aquila), Francesca Pinacchio, a una giovane residente
in Alto Sangro, finita sotto processo per la percezione indebita
del reddito di cittadinanza. I fatti risalgono al periodo
2020-2021 quando, nell’ambito di specifiche indagini svolte
dalla Guardia di Finanza sui cosiddetti “furbetti del reddito”,
è emerso che la donna, all’atto della presentazione della
domanda per ottenere il beneficio, aveva falsamente dichiarato
di risiedere in un’abitazione collocata nel territorio comunale
di Pescocostanzo (L’Aquila). Le verifiche svolte hanno permesso
di accertare che l’abitazione in questione risultava affittata a
terzi e che la donna, al contrario di quanto dichiarato, viveva
con i suoi familiari, con conseguente cumulazione del reddito.

   
Da novembre 2020 a ottobre 2021 l’imputata aveva percepito
indebitamente la somma di 7800 euro. Da qui la condanna alla
pena di 28 mesi di reclusione.

   

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