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Università di Trieste inaugura l'anno, 'più risorse agli atenei'

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Ultimo aggiornamento 15 Dicembre, 2023, 01:29:49 di Maurizio Barra

Fare in modo che le Università
pubbliche “vengano sempre meglio supportate con un sistema di
finanziamenti efficace e che non generi eccessive disparità tra
Nord e Sud e tra atenei pubblici e privati”. E’ l’appello
lanciato dal rettore dell’Università, Roberto Di Lenarda, in
occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico
2023-24, a 100 anni dalla fondazione dell’ateneo.

   
“È necessario – ha aggiunto – arginare con una
regolamentazione seria il proliferare delle università
telematiche e aumentare in maniera sensibile e con gli adeguati
aiuti economici il numero dei laureati, drammaticamente basso.

   
Solo se saremo sostenuti adeguatamente potremo supportare il
Paese a far fronte alle sfide che arrivano dall’Intelligenza
artificiale, dalla crisi energetica e ambientale e dal
drammatico calo demografico”.

   
Alla cerimonia presente anche la presidente della Crui,
Giovanna Iannantuoni: “Il Pnrr sta in questi anni fornendo
ossigeno prezioso” a ricerca e innovazione. “Ma il Pnrr si
conclude nel 2026. È quindi fin da ora che dobbiamo riflettere
su che Paese vogliamo essere dal 2027 in poi”.

   
L’ateneo di Trieste, come ha concluso Di Lenarda, “nei
prossimi anni lavorerà per rispondere alle sfide globali.

   
Desideriamo investire in metodologie didattiche innovative e
nell’ampliamento di iniziative di formazione con sempre maggiori
contatti con il mondo produttivo e il territorio. Nell’ambito
della ricerca, vogliamo impegnarci a migliorare la capacità di
attrarre risorse e promuovere attività internazionali sfruttando
la posizione geografica di Trieste e la partecipazione ad
alleanze europee e reti transfrontaliere”.

   
La situazione dell’Università di Trieste, è stato spiegato, è
solida e in crescita: i fondi dedicati alla ricerca ammontano a
19 milioni. Con i suoi 5.400 neoiscritti, nel 2023 l’ateneo
registra un aumento di immatricolazioni del 20% rispetto allo
scorso anno. Il 10% proviene dall’estero. Sono 744 i docenti,
rispetto ai 653 del 2019, con una riduzione dell’età media di
circa 4 anni.

   

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