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La scatola di biscotti, una donna fa i conti col passato

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 16 Dicembre, 2023, 23:41:25 di Maurizio Barra

Debutterà in prima assoluta il 21
dicembre, nel Teatro San Ferdinando di Napoli (resterà fino al 7
gennaio), ‘La scatola di biscotti’, testo dello scrittore
Maurizio De Giovanni messo in scena dal regista Andrea Renzi, su
produzione del Teatro di Napoli-Teatro Nazionale diretto da
Roberto Andò. Spettacolo che vede coinvolti, si sottolinea,
“nomi di peso del panorama teatrale, culturale e artistico della
città” come, oltre a De Giovanni e Renzi, l’attrice Marina
Confalone affiancata da Chiara Baffi, Andrea Cioffi, Silvia
D’Anastasio, l’artista Lino Fiorito, il compositore e musicista
Federico Odling, la costumista Anna Verde, fino all’attore di
teatro, cinema e tv Tony Laudadio, in voce registrata.

   
Il debutto al San Ferdinando è anche “un’importante tappa”
nella storia del teatro perché le rappresentazioni programmate a
gennaio segnano il compimento dei 70 anni di vita del Teatro di
Eduardo, che il Maestro riaprì proprio a gennaio del 1954. “E’
la storia di un progressivo ritrovamento – annota l’autore De
Giovanni – di una donna che crede di essere arrivata a un punto
fermo, di aver costruito un’identità soddisfacente ed
equilibrata, e che invece si ritrova, in occasione della morte
di sua madre e del ritorno al paese dal quale era scappata 30
anni prima, a fare i conti con un passato che non è mai passato.

   
Che viene subdolamente fuori da una vecchia scatola di metallo
che aveva contenuto biscotti e che adesso conserva frammenti di
esistenza confusi e disordinati in forma di vecchie fotografie,
che si animano e che chiedono conto di chi si era. E di chi si è
diventati”. “In una notte tempestosa – scrive il regista nelle
note allo spettacolo – un’affermata e potente agente di
spettacolo, fa i conti con se stessa e con le sue origini. C’è
un dialogo interiore che ha come inaspettate controparti un
pesce rosso e le vecchie fotografie contenute in una scatola di
biscotti. I ritratti bidimensionali delle foto si incarnano in
presenze reali. Le memorie e i ricordi si fanno vibranti
dialoghi innervati sull’asse delle differenze di concezione tra
una vita di città e una di paese. Tutte ‘le cose della vita’
vengono messe in discussione”.

   

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