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Le stime della Fed sui tassi frenano le banche in Piazza Affari

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Ultimo aggiornamento 16 Dicembre, 2023, 14:40:58 di Maurizio Barra

Le ipotesi di taglio ai tassi da
parte della Fed e della Bce nel 2024 ha improvvisamente rotto
l’idillio tra banche e la Borsa. Il tutto dopo aver raggiunto i
massimi storici a seguito di risultati spinti proprio dal rialzo
dei tassi e smarcata la tassa sugli extraprofitti annunciata dal
governo Meloni lo scorso 7 agosto. Nelle ultime sedute, in
particolare dopo la previsione della Fed dello scorso 13
dicembre di tagliare i tassi per 75 punti base nel 2024, i
titoli del comparto hanno iniziato a segnare il passo. Prima fra
tutte Unicredit, che in sole 3 sedute ha lasciato sul campo
oltre il 5%., dopo aver toccato recentemente nuovi massimi
storici. Soltanto lo scorso 6 dicembre il titolo svettava a
quota 25,56 euro, per scendere sotto la soglia dei 25 euro lo
scorso 13 dicembre e scivolare a 23,85 euro nell’ultima seduta
della settimana di venerdì 15. Minore l’effetto su Intesa, che
era sui massimi a 2,92 euro il 10 febbraio del 2022, per
precipitare con l’attacco russo dell’Ucraina e ritrovare quota
2,7 euro solo lo scorso 6 dicembre. Il titolo ha ceduto il 2,23%
il 14 dicembre per risalire poi dello 0,5% circa venerdì.

   
Più marcata la reazione di Banco Bpm, che dal picco di 5,32
euro dello scorso 15 novembre ha perso oltre il 7% tra i 5,09
euro del 12 dicembre e i 4,73 euro di venerdì 15. Completano la
lista Bper, che tra l’11 e il 15 dicembre ha lasciato sul campo
quasi il 9,5% ed Mps, che nello stesso arco di tempo ha ceduto
l’11,03%.

   

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