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Morti in Rsa: pm, nelle carte la colpevolezza dell'infermiere

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Ultimo aggiornamento 16 Dicembre, 2023, 06:40:06 di Maurizio Barra

“Sono convinto che nelle
carte del processo ci siano elementi più che sufficienti per
dimostrare la colpevolezza dell’imputato, i cui diritti sono
stati rispettati in ogni fase dell’inchiesta sui decessi
avvenuti nella Rsa di Offida”.

   
Così il procuratore capo di Ascoli Piceno Umberto Monti,
commenta con l’ANSA, la sentenza del processo d’appello che il 6
dicembre scorso ha assolto “perché il fatto non sussiste”
Leopoldo Wick, l’infermiere 60enne che la Procura accusa di
essere responsabile di una serie di omicidi volontari e di
tentati omicidi, per aver somministrato indebitamente farmaci ad
anziani pazienti della struttura della Ast.

   
La Corte d’Assise di Macerata il primo giugno 2022 aveva
ritenuto l’infermiere responsabile di 7 degli 8 casi di omicidio
e di uno dei 4 casi di tentato omicidio contestati, a seguito
delle indagini della Procura di Ascoli Piceno, che impugnò la
sentenza per un caso di omicidio e per i restanti 3 di tentato
omicidio per cui l’imputato era stato assolto. In Appello il
procuratore generale di Ancona Roberto Rossi ha chiesto la
condanna all’ergastolo di Wick per tutti i casi che gli sono
contestati, compresi quelli per cui in primo grado è stato
assolto.

   
“La sentenza assolutoria ‘perché il fatto non sussiste’ mi ha
molto sorpreso” aggiunge Monti, facendo intendere che, lette
motivazioni, il ricorso in Cassazione della Procura generale è
sostanzialmente scontato. Tra le ipotesi c’è quella che i
giudici d’Appello abbiano accolto le contestazioni della difesa
di Wick riguardo nullità, inutilizzabilità dei reperti e lesioni
del diritto di difesa. Motivi “sollevati in primo grado,
soltanto e per la prima volta in sede di discussione” ma
ritenuti insussistenti. Monti si sofferma infine su un caso che
ritiene emblematico. “Nel sangue di un anziano deceduto e
sottoposto ad autopsia c’era insulina retard somministrata
indebitamente, visto che non era diabetico; il giorno successivo
alla morte nello zaino di Wick trovammo proprio insulina retard
‘occultata’ in un flacone recante un’etichetta diversa, di
cortisone. Per noi è una prova decisiva”.

   

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