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Processo per i fondi della Segreteria di Stato, Becciu condannato a cinque anni e sei mesi

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Ultimo aggiornamento 16 Dicembre, 2023, 20:00:32 di Maurizio Barra

Cinque anni e sei mesi di reclusione, interdizione perpetua dai pubblici uffici e ottomila euro di multa: questa la condanna inflitta al cardinale Giovanni Angelo Becciu dal Tribunale vaticano, dopo la Camera di consiglio che chiude il processo che lo vedeva coinvolto. 

“Ribadiamo l’innocenza del cardinale e faremo appello” ha subito dichiarato il difensore di Becciu, avvocato Fabio Viglione, alla lettura del dispositivo. “Rispettiamo la sentenza ma certamente ricorreremo in appello” ha ribadito il legale. “C’è profonda amarezza nel prendere atto che l’innocenza del cardinale Becciu non è stata proclamata dalla sentenza, nonostante tutte le accuse si siano rivelate completamente infondate. Le prove emerse nel processo, la genesi delle accuse al Cardinale, frutto di una dimostrata macchinazione ai suoi danni, e la sua innocenza, ci consentono di guardare all’appello con immutata fiducia” dichiarano in una nota Maria Concetta Marzo e Fabio Viglione, legali del cardinale. “Nonostante la pronuncia ci amareggi profondamente, abbiamo una solida certezza: il cardinale Becciu, fedele servitore del Papa e della Chiesa, ha sempre agito nell’interesse della Segreteria di Stato e non ha avuto per sé e per i suoi famigliari alcun vantaggio”, proseguono gli avvocati. “Rispettiamo la sentenza, leggeremo le motivazioni, ma rimaniamo certi che verrà prima o poi riconosciuta l’assurdità delle accuse e dunque la verità: Sua Eminenza Becciu è innocente”.

“Credo che l’impostazione abbia tenuto e questa per me è la cosa più importante, credo che in questi processi non bisogna mai esultare per il risultato, un pubblico ministero non può essere mai felice per le condanne, quello di cui sono soddisfatto è che il lavoro lungo e meticoloso ha retto nonostante le contestazioni che ci sono state mosse in questi anni, ci è stato detto che siamo degli incompetenti, degli ignoranti, in realtà il risultato ci dà ragione, adesso sono sereno, dormo tranquillo”. Così il promotore di giustizia, Alessandro Diddi, alla lettura del dispositivo in Vaticano.

Il Tribunale Vaticano ha disposto inoltre la “confisca per equivalente delle somme costituenti corpo dei reati contestati per oltre 166 milioni di euro complessivi”. Gli imputati sono stati condannati, in solido tra loro, “al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, liquidati complessivamente in oltre 200 milioni di euro”.

 

Il processo più lungo nella storia del Vaticano

Termina così, dopo quasi due anni e mezzo, il processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, che ruota intorno alla compravendita di un palazzo di lusso a Londra in Sloane Avenue e alla figura dell’ex sostituto agli Affari generali della Segreteria di Stato, già prefetto della Congregazione per le cause dei santi, Giovanni Angelo Becciu, porporato che è stato privato da Papa Francesco dei diritti del cardinalato, poi perdonato dal Pontefice. È il più lungo e complesso processo che la Santa Sede abbia mai conosciuto.

Ottantasei udienze, compresa quella di oggi, nell’arco di 29 mesi (la data del rinvio a giudizio è il 3 luglio 2021, il processo è iniziato il 27 luglio 2021). Oltre 600 ore trascorse in aula, 69 testimoni ascoltati, 124.563 pagine cartacee e in dispositivi informatici e 2.479.062 files analizzati presentati dall’accusa, 20.150 pagine comprensive di allegati depositate dalla difesa, 48.731 dalle parti civili. Numeri enormi, che restituiscono l’ampiezza e l’accuratezza di un dibattimento monstre: numeri e dati che il Tribunale vaticano ha voluto fossero sin dall’inizio la “cifra” del processo.

Quattordici gli imputati: dieci persone fisiche (il cardinale Becciu, monsignor Mauro Carlino, Enrico Crasso, Raffaele Mincione, Fabrizio Tirabassi, Cecilia Marogna, Gianluigi Torzi, Nicola Squillace, René Bruelhart, Tommaso Di Ruzza) e quattro società (Logsic Humitarne Dejavnosti, con sede in Slovenia, la Prestige Family Office Sa, la Sogenel Capital Investment e la HP Finance LLC).

Il presidente del Tribunale vaticano, Giuseppe Pignatone ansa

Il presidente del Tribunale vaticano, Giuseppe Pignatone

“Questo processo giunge oggi a conclusione a un anno e mezzo dall’inizio del dibattimento vero. Non mi sembra un risultato marginale né scontato” ha commentato il presidente del Tribunale vaticano, Giuseppe Pignatone, a conclusione di un suo saluto con cui ha aperto l’86esima e ultima udienza. Il Tribunale – giudici a latere, Venerando Marano e Carlo Bonzano – si è quindi ritirato in camera di consiglio: il presidente ha dato appuntamento alle 15.45 di oggi pomeriggio per la lettura della sentenza. Il cardinale Angelo Becciu, il più noto tra i dieci imputati, non è presente in aula.

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