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Matthew Perry aveva già parlato della sua terapia con ketamina nell'autobiografia

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Ultimo aggiornamento 17 Dicembre, 2023, 09:30:45 di Maurizio Barra

All’interno della sua autobiografia, Matthew Perry aveva raccontato delle sue sedute di terapia da infusione di ketamina, durante le quali il paziente assumeva il farmaco per via endovenosa, a rilascio prolungato; farmaco che nel caso di Perry, anni dopo, avrebbe finito per ucciderlo, come si è evidenziato dai test tossicologici post mortem. Il rapporto dell’autopsia condotta sull’attore di Friends infatti ha stabilito che l’attore è deceduto a causa degli effetti acuti della ketamina, che è un potente anestetico, avente proprietà allucinogene, usato negli Stati Uniti per trattare disturbi post traumatici da stress, depressione e ansia. Perry descrive molto bene le sensazioni provate durante la terapia, accostandole a qualcosa di simile alla morte. Nel suo libro di memorie scriveva infatti: “Prendere K è come essere colpiti alla testa con una gigantesca pala felice. Ma i postumi della sbornia erano forti e superavano la pala. La ketamina non faceva per me”.

Secondo il medico legale che ha condotto l’autopsia, la ketamina rinvenuta nell’organismo di Perry al momento del decesso non poteva però essere un residuo dell’ultimo trattamento, svolto dieci giorni prima della morte, in quanto le tracce del farmaco nell’organismo scompaiono dopo quattro ore dall’assunzione. L’esame ha inoltre rilevato la presenza, nel corpo di Perry, di buprenorfina, un antidolorifico utilizzato nei programmi di disassuefazione da oppiacei.

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