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Stefano Dal Corso morto in carcere, il supertestimone: "Ucciso, aveva visto un rapporto sessuale"

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Ultimo aggiornamento 17 Dicembre, 2023, 21:44:01 di Maurizio Barra

 

Il detenuto del Tufello è deceduto nel carcere Casa Massima di Oristano il 12 ottobre del 2022. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, questo testimone avrebbe affermato in una mail, e poi in alcune telefonate, di avere prove sul conto di Dal Corso: il detenuto romano non si sarebbe tolto la vita, ma sarebbe stato ucciso. A questo proposito, quasi un anno più tardi, il 4 ottobre 2023, la Procura ha riaperto le indagini sul caso.

La vicenda

 All’ipotesi di un suicidio d’altronde, la sorella Marisa Dal Corso e l’avvocato Armida Decina, non avevano mai creduto. Sono molti infatti, i punti ancora da chiarire sulla vicenda. Dal Corso si trovava nel carcere sardo per assistere a un processo che lo riguardava. È stato trovato morto, impiccato. Si sarebbe tolto la vita, questa la prima ipotesi, usando come cappio un lenzuolo tagliato con un taglierino di cui però, non è mai stata trovata traccia. Le grate della finestra a cui era appeso il lenzuolo inoltre, sarebbero troppo basse per essere utilizzata per un’impiccagione. La stanza, inoltre è stata trovata in perfetto ordine, con il letto rifatto. Proprio poche settimane prima di uscire dal carcere in cui avrebbe dovuto trascorrere ancora poche settimane, il detenuto aveva detto alla figlia e alla compagna di voler ricominciare con loro una nuova vita. Inizialmente la procura non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia, né aveva voluto ascoltare gli altri detenuti.

Le rivelazioni

 Il testimone avrebbe parlato anche con la sorella della vittima sostenendo di essere in possesso di un video che immortalerebbe l’aggressione e dei vestiti che Dal Corso indossava quel giorno. Infatti, secondo le sue parole: “Hanno modificato le relazione, hanno cambiato medico legale, hanno vestito tuo fratello con indumenti messi a disposizione della Caritas e hanno fatto sparire quelli sporchi di sangue con le prove e le impronte”, avrebbe detto. Quel giorno Stefano Dal Corso aveva “aperto la porta dell’infermeria e assistito a un rapporto sessuale tra due operatori del carcere. È stato cacciato via e ha fatto ritorno nella sua cella”. Poi “schiaffi, calci, pugni”, scrive La Repubblica citando il supertestimone che “prosegue la narrazione che termina con la morte di Stefano e con il tentativo di coprire l’omicidio”. Adesso le sue parole saranno esaminate dai pm che stanno indagando sulla vicenda. “La procura accerterà la veridicità o meno di quanto dichiarato. Ma tutto ciò spero possa porre un dubbio che porti a effettuare l’autopsia” dice l’avvocato Decina.

 

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