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I cittadini: 'si può cambiare,noi ci crediamo'

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Ultimo aggiornamento 18 Dicembre, 2023, 02:21:29 di Maurizio Barra



Sono voci di “dentro” Caivano, di
chi combatte tutti i giorni contro l’illegalità e il degrado
quelle che rispondono alle sferzate del Procuratore di Napoli
Nicola Gratteri.


   
Il primo a rompere il ghiaccio è Adriano, 22enne di Parco
Verde, al secondo anno della Facoltà di Scienze del Turismo,
presidente di un’associazione di volontariato nata proprio nella
parrocchia. “Noi ci crediamo con forza al cambiamento che sta
avvenendo a Caivano. Due anni fa ho incontrato con don Maurizio
il capo dello Stato Mattarella, gli dissi che desideravo solo un
po’ di normalità, e quella normalità sembra che stia finalmente
arrivando, e può arrivare in tutte le periferie d’Italia.


   
Qualcuno ha sicuramente perso la speranza e la voglia di
combattere, ma non noi giovani. Anzi abbiamo presentato un
progetto al commissario straordinario Ciciliano per aprire un
centro diurno per minori, per accompagnare i giovani del
quartiere ma anche gli adulti. Io voglio stare qua, questa è
casa mia, ma certo è preoccupante che all’istituto professionale
di Caivano, ritenuto un’eccellenza, è bassissima la percentuale
di giovani del Parco Verde”.


   
Un nome che suona ormai come una maledizione ed infatti
qualche residente del posto chiede di cancellarlo, ma c’è anche
chi – come un’ex insegnante – invita a prendere atto che sono
state “aree fino a pochi mesi fa inaccessibili e piene di
rifiuti. E’ assurdo che continuino le polemiche. Finalmente
Caivano è al centro dell’attenzione di tutti e qualcosa sta
veramente cambiando”.


   
In chiesa ci sono anche persone che arrivano da altre zone
degradate, come Afragola. Di Acerra è invece il presidente di
un’associazione che si occupa di ambiente, Enzo Petrella, che
ricorda che mercoledì la Cassazione si pronuncerà sulla confisca
dei beni ai fratelli Pellini, già condannati per disastro
ambientale. “La confisca rischia di essere annullata per un
vizio di forma – dice – e così questi beni potrebbero ritornare
nella disponibilità dei tre fratelli. Noi già facciamo fatica a
denunciare, a stare nei tribunali, e le istituzioni che devono
dare un esempio che fanno?, restituiscono i beni a questi
signori. E intanto noi ci siamo esposti”.


   

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