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In Emilia-Romagna dal 2022 sono arrivati 15.813 migranti

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Ultimo aggiornamento 18 Dicembre, 2023, 21:37:18 di Maurizio Barra

In occasione delle celebrazioni della Giornata Internazionale dei Migranti, è stato presentato in Prefettura a Bologna il sito web ‘MigraDataBO’, per la pubblicazione e l’aggiornamento periodico dei dati sul sistema Cas metropolitano di Bologna, realizzato nell’ambito del progetto Fami ‘Gest.A – Gestione e analisi dei flussi migratori dei richiedenti protezione internazionale’. Il sito ha l’obiettivo restituire un’immagine della dimensione dell’accoglienza sul territorio metropolitano e una panoramica sulle tipologie di accoglienza e le caratteristiche della popolazione ospitata.
    “Questo progetto è stato possibile grazie al finanziamento del Fami, Fondo asilo migrazione e integrazione, e ci consente di creare una banca dati nella quale gestire tutti i numeri relativi all’accoglienza dei flussi non programmati di migranti”, ha spiegato Anna Pavone, vicaria del Prefetto di Bologna. “In futuro cercheremo di utilizzare questa banca dati anche per i flussi programmati, ovvero quelli che noi gestiamo con le richieste di ingresso nel territorio italiano”. Da gennaio 2022 al 30 novembre 2023 sono 15.813 i migranti arrivati in Emilia-Romagna via mare o terra. Di questi 407 sono minori stranieri non accompagnati. Più del 50% degli ingressi del 2023 si è registrato nel trimestre luglio-settembre.
    In particolare nell’area metropolitana di Bologna sono stati 3.502 gli arrivi (91 i minori stranieri non accompagnati). Per quanto riguarda i Cas del bolognese e dell’imolese sono 1.667 i posti attivati, in 63 strutture. Sulle caratteristiche delle persone arrivate in regione, su 6.843 (dato che comprende il periodo da giugno a novembre 2023) l’82% sono maschi e il 18% femmine, età media 23,4 anni.
    Quaranta le nazionalità: Guinea, Costa d’Avorio, Tunisia e Bangladesh i Paesi più rappresentati. Il 66,3% sono uomini singoli, il 20,4% nuclei familiari, il 7,4% donne singole e il 6% minori non accompagnati. “La cooperativa Lai Momo, avendo vinto il bando, è affidataria del progetto finanziato dal Fami, e ci aiuterà a gestire in maniera scientifica i dati di cui disponiamo”, ha concluso Pavone.
   

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