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Le imprese dell'alimentare resistono grazie all'export

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Ultimo aggiornamento 18 Dicembre, 2023, 22:48:37 di Maurizio Barra

Le imprese piemontesi del settore
alimentare resistono meglio delle altre aziende manifatturiere
e hanno performance migliori grazie soprattutto all’export, pari
a 8 miliardi di euro, il 15,3% del totale italiano del comparto.

   
Le esportazioni sono in crescita del 13,3% rispetto al 2021 e
oltre la metà viene inviata in Paesi Ue, soprattutto Francia e
Germania. Lo ha spiegato Simona Radicci, presidente del gruppo
alimentari dell’Unione Industriali di Torino, che ha
sottolineato l’importanza delle infrastrutture per le aziende
del settore.

   
In Piemonte le aziende del comparto sono 3.739 e danno
lavoro a 38.582 persone: nella sola area del Torinese si contano
1.505 realtà con 12.892 addetti. Negli ultimi dieci anni la
quantità di imprese piemontesi e torinesi ha visto una flessione
rispettivamente del 12% e dell”8,7%.

   
Le previsioni delle aziende alimentari per il primo
trimestre 2024 sono in linea con quelle del manifatturiero
piemontese: registrano, cioè, saldi ottimisti-pessimisti in
discesa rispetto alle attese per il quarto trimestre 2023,
benché il calo per l’alimentare risulti meno marcato. Il 15,7%
prevede un aumento della produzione contro il 20% che si aspetta
una diminuzione. Il 12,9% delle aziende pronostica un aumento
dell’occupazione a fronte del 10% che si attende una diminuzione
(saldo 2,9%). Ancora positivo l’export, con un saldo pari al
+1,6%. Il ricorso alla cassa integrazione, aumentato durante il
periodo pandemico, è tornato a livelli storicamente bassi (2,9%)
e comunque decisamente inferiori alla media piemontese. Il tasso
di utilizzo delle risorse resta su livelli assai elevati (73%).

   
Il 36% degli intervistati ha programmi di investimento di un
certo rilievo, percentuale ben superiore alla media del
manifatturiero regionale.

   

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