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Crosetto: preoccupato per tendenze emerse in magistratura, “Parlamento decide regole dello Stato"

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Dicembre, 2023, 09:40:56 di Maurizio Barra

“Mi era stato riferito che in varie riunioni ufficiali della magistratura e congressi venivano dette delle cose che dovevano sollevare preoccupazioni istituzionali, un dibattito. Il mio non è stato un attacco alla magistratura, le mie sono state riflessioni e preoccupazioni riguardo ad alcune tendenze che vedo emergere non in modo carbonaro ma in modo molto evidente“. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto alla Camera, nell’informativa urgente in merito alle sue recenti dichiarazioni sulla magistratura.

Secondo quanto riporta l’Ansa, l’Aula è poco affollata. Crosetto parla accanto al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Ci sono anche i ministri Roberto Calderoli e Paolo Zangrillo.

Roma, Montecitorio GettyImages

Roma, Montecitorio

Crosetto: “Parlamento decide regole dello Stato, non magistratura”
“Penso sia legittimo che noi ci chiediamo e definiamo, con questo Parlamento e non il governo, le regole entro le quali si confrontano, interagiscono, lavorano i poteri dello Stato: la rappresentanza appartiene alla politica. La rappresentanza non appartiene alla magistratura e neppure all’Esecutivo: appartiene per la Costituzione a quest’aula e a quella del Senato, appartiene al Parlamento”

Così il ministro della Difesa Guido Crosetto alla Camera nell’informativa urgente in merito alle sue recenti dichiarazioni sulla magistratura. 

“Profondo rispetto magistratura, mai attaccata”
“Il mio non è stato un attacco alla magistratura, perché io ho un profondo rispetto per l’ordine della magistratura. Le mie sono state alcune riflessioni e preoccupazioni riguardo ad alcune tendenze che vedo emergere nelle discussioni dei magistrati”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nell’aula della Camera, sull’informativa sulle ‘recenti dichiarazioni relative alla magistratura rilasciate alla stampa’.
“E’ la seconda volta che vengo a parlare di questo tema” e “non per un atto normativo” o per qualcosa che “riguardi la mia attività di governo” ma per aver risposto ad “una ventina di domande” di un giornalista.

 

 

Guido Crosetto RaiNews

Guido Crosetto

Crosetto: “Ho capito che esiste da parte della magistratura la percezione di un attacco. Penso che nessun potere, nessun organo dello Stato debba sentirsi sotto attacco da parte di un altro, o limitato nelle sue azioni dall’altro”.  

Serve tavolo pace su regole convivenza con magistratura 

“Sarebbe l’ora di costruire un tavolo di pace nel quale si definiscono le regole per la convivenza nei prossimi anni. Non è possibile che ci sia uno scontro dal ’94 a oggi senza riportare la discussione e la composizione all’interno di quest’aula, che per la Costituzione è il luogo dove le regole vengono fatte”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto alla Camera nell’informativa urgente in merito alle sue recenti dichiarazioni sulla magistratura. 

Giustizia: “Ogni giorno 3 o 4 persone ingiustamente in carcere”

“Posso chiedermi che senso ha pensare in una democrazia che si riferisce all’avanguardia avere tre, quattro persone al giorno che finiscono ingiustamente nelle carceri italiane?  –  ha aggiunto il ministro della difesa – e non parlo dei potenti. I potenti raramente finiscono in carcere. Parlo di migliaia di persone, sconosciute, che finiscono ingiustamente ogni giorno in carcere senza alcuna motivazione”.  

“Investitori istituzionali non vengono in Italia”
“Le cose che vi ho detto voglio che rimangano agli atti. Ci sarà un domani nel quale di queste cose dovremo rispondere, sono regole basilari democrazia, queste cose dovrebbero interessare non me, ma tutti noi”. Così il ministro della Difesa.  “Sono alcune delle opinioni – ha proseguito – che ho su un tema fondamentale. Se voi guardate gli indici degli investitori istituzionali, vedrete che noi siamo fra gli ultimi al mondo per come funziona la nostra giustizia e non è un attacco alla magistratura”.

“Il processo civile dura più del doppio che in altri paesi”
“Il processo civile dura più del doppio che in altri paesi e gli investitori, anche italiani, quando devono trasferire la sede di una holding vano all’estero. Questa è una cosa che ci riguarda? Oltre 30mila persone in carcere senza motivo e poi assolte sono una cosa che ci riguarda?” “Io – ha detto ancora Crosetto – non ritengo che il colpevole di queste cose che non funziona sia la magistratura, sarebbe troppo facile dar la colpa al magistrato, se non ha strumenti, non ha possibilità di fare non può risponderne. La colpa è complessiva, parte da qua anche quella, parte dal governo, da chi in questi anni si è concentrato su uno scontro senza risolvere problemi che toccavano le aziende e i cittadini normali. E all’interno di questi ci sono quelle regole di cui dicevo prima: guardate che la prevedibilità del giudizio è la base democratica della convivenza civile, il fatto che un cittadino o un’azienda sappia se da un determinato comportamento discende una colpevolezza oppure gli dà la sicurezza di essere nella legge, di rispettarla, ci interroga su quanto la giurisprudenza possa ampliare i margini definiti dalla legge, se questo rende insicura la percezione del cittadino e magari lo fa investire all’estero e non in Italia”.

 

Intervento alla Camera di Debora Serracchiani 19 12 2023 rainews

Intervento alla Camera di Debora Serracchiani 19 12 2023

Le repliche, Pd: “Preoccupa tentazione procure ad allinearsi a nuova maggioranza”

“A me pare che le vicende giudiziarie di questi mesi dimostrano che non c’è alcun attacco delle toghe rosse al contrario quel che si registra e ci preoccupa è una crescente tentazione delle procure ad allinearsi all’indirizzo della nuova maggioranza una certa ritrosia a mandare a processo i potenti – così nell’intervento di replica in Aula, la responsabile Giustizia della segreteria Pd Debora Serracchiani – ci sembra un assaggio di quello che potrebbe diventare la giustizia italiana dopo la separazione delle carriere, una giustizia che non ci piace perché per noi la legge è uguale per tutti”. 

E poi ha aggiunto: “Vogliamo respingere una narrazione che trova fondamento in 20 anni di berlusconismo, periodo che pensavamo fosse finito”. Così l’onorevole Debora Serracchiani, intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa del ministro della Difesa Guido Crosetto.
Chiedendo al ministro di “dire quali sono le sue fonti”, Serracchiani ha osservato: “Le vicende giudiziarie di questi mesi dimostrano che non c’è complotto delle toghe rosse ma un tendente indirizzo delle procure ad allinearsi alla maggioranza, una certa ritrosia a mandare a giudizio i potenti. Non ci piace. Per noi la legge è uguale per tutti”, conclude.

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