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Baturi (Cei), 'non abituiamoci all'orrore della guerra'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 23 Dicembre, 2023, 14:58:01 di Maurizio Barra

Un Natale di ripartenza e di
speranza. Di riflessione per capire che cosa si può fare di
fronte a guerre, violenza e povertà che non conoscono giorni di
festa. È il messaggio che arriva da monsignor Giuseppe Baturi,
segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana e
arcivescovo di Cagliari. “Un Natale che ci induce a una
riflessione – spiega Baturi all’ANSA – perché gli angeli sono
annunciatori di pace. Non dobbiamo abituarci all’orrore della
guerra, ai bambini uccisi. A una violenza che può pregiudicare
il futuro. Natale deve aiutarci a recuperare il senso della
benevolenza della solidarietà. E insieme a Papa Francesco
rinnoviamo ancora una volta l’invito al cessate il fuoco: se non
ci può essere amicizia ci sia almeno collaborazione. È una
situazione che ci riguarda, pensiamo a quanto siamo vicini nel
Mediterraneo. Non smettiamo di invocare la cessazione della
guerra. Trasmettiamo ai nostri giovani un’educazione alla pace.

   
Ci vuole lungimiranza per costruirla, non basta una vittoria che
può essere effimera come ci racconta la storia”.

   
Un 2023 di violenza non solo sul fronte di guerra. Con i casi
di femminicidio che hanno scosso l’Italia. “I giovani – spiega
mons. Baturi – sono travolti da una violenza che spesso è anche
contro se stessi. Dai pronto soccorso e dagli ospedali arrivano
dati che preoccupano sull’aumento dei casi di autolesionismo e
di ragazzi che si tolgono la vita. Tra i giovani il suicidio è
la seconda causa di morte in Europa. Emerge un forte disagio
psicologico. Non c’è felicità senza amore, Dio è amore. Ma i
fatti di cronaca ci parlano di avvelenamento dei rapporti, non
di vero amore ma del desiderio di possedere l’altro. C’è
un’opera educativa immensa da fare”.

   
Influencer, social, occhi fissi sugli smartphone. “È una
società dell’apparire che vuole appagare i giovani con poco. Ma
i giovani non devono essere appagati con immagini e video,
devono desiderare cose grandi: giustizia, amore, felicità,
verità. Quello che succede tra i giovani è anche una spia di
quello che succede nel mondo degli adulti. Questo mondo dei
social e delle immagini cerca di spegnere i desideri dando
l’illusione di appagarli”.

   

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