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Faida tra clan rivali, blitz per bloccare omicidio a Catania

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 23 Dicembre, 2023, 02:47:33 di Maurizio Barra

L’assassinio dell’esponente di un
clan rivale, pianificato da Cosa nostra, è stato sventato dai
carabinieri di Catania che hanno eseguito il fermo di nove
persone emesso dalla Dda della Procura. Tra i destinatari del
provvedimento anche Sebastiano Ercolano, 20 anni, appartenente
alla storica famiglia ‘Ercolano-Santapaola’ di Cosa nostra, che
avrebbe stato uno degli ideatori e organizzatori dell’omicidio
bloccato dall’operazione ‘Leonidi’ dei militari dell’Arma. Il
gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutti gli
indagati. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione
mafiosa, spaccio di stupefacenti, detenzione e porto d’arma da
fuoco, con l’aggravante di avere favorito la mafia.

   
Dalle indagini è emerso che il delitto era la ‘risposta’
alla sparatoria della sera del 21 ottobre 2023 nel quartiere San
Cristoforo, quando Pietro Salvatore Gagliano, 26 anni, indicato
come appartenente al clan Cappello-Bonaccorsi, anche lui tra i
fermati, avrebbe esploso quattro colpi di arma da fuoco contro
appartenenti alla famiglia di “Cosa Nostra”. Due degli
obiettivi, rimasti illesi, avrebbero deciso di vendicarsi,
nonostante indicazioni di segno contrario provenienti da altri
esponenti della stessa cosca.

   
Secondo quanto emerso dalle indagini, Sebastiano Ercolano,
“per lavare l’onta subita e riaffermare la ‘credibilità’ della
famiglia di Cosa Nostra etnea”, avrebbe “ideato e organizzato”
l’omicidio effettuando anche “un sopralluogo nel luogo dove si
nascondeva Gagliano” per “valutare in prima persona il miglior
modus operandi che avrebbe garantito agli esecutori materiali”
di poterlo “uccidere, fuggire, eliminare tracce di residui di
arma da sparo e quindi recarsi in un locale notturno in modo da
precostituirsi un alibi”.

   
Al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura
Distrettuale le indagini, con intercettazioni, condotte dai
Carabinieri del nucleo Investigativo del comando provinciale di
Catania e avviate nel maggio dello scorso anno. Durante il
periodo delle investigazioni militari dell’Arma hanno
sequestrato armi, munizioni e sei chilogrammi di marijuana e un
chilogrammo di cocaina.

   

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