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Muti a Busseto, 'Villa Verdi come casa Mozart a Salisburgo'

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Ultimo aggiornamento 24 Dicembre, 2023, 03:49:11 di Maurizio Barra

 Villa Verdi di Sant’Agata come la casa natale di Wolfgang Amadeus Mozart a Salisburgo. L’auspicio è del maestro Riccardo Muti arrivato a Busseto, paese dove è nato, nella frazione Le Roncole, Giuseppe Verdi, per sostenere il recupero della vicina dimora dove il grande compositore italiano abitò per circa cinquant’anni.
    L’occasione è una doppia inaugurazione e un concerto. Nella piazza principale del paese del Parmense è stata restaurata la statua bronzea di Verdi e nella strada del Melodramma che attraversa il centro sono state posate due nuove pietre: una proprio per Muti, che di Busseto ha ricevuto la cittadinanza onoraria nel 1997 e una per Antonino Votto: affiancheranno quelle di altri grandi della musica, tra tutti Arturo Toscanini.
    In serata, la direzione di un galà verdiano nel piccolo teatro gioiello, intitolato proprio a Verdi, con il ricavato per la salvaguardia della Villa.
    L’edificio, nel Piacentino, è all’asta ma il ministero per i beni culturali ha avviato pochi giorni fa il procedimento di dichiarazione di pubblica utilità, finalizzata all’esproprio, del complesso di immobili. “E’ importante che anche il ministero si stia interessando direttamente al futuro di Villa Sant’Agata – ha commentato Muti – Non do un giudizio sulle modalità dell’esproprio, ma se l’obiettivo è quello di fare diventare la casa di Verdi come, ad esempio, quella di Mozart a Salisburgo non posso che gioirne. Speriamo diventi un centro importante per il mondo, da visitare per conoscere l’ambiente dove Verdi ha costruito gran parte delle sue opere. Credo insomma sia un fatto molto importante”.
    Solo ieri sera Muti, dal palco di casa, a Ravenna, ha ricordato che “Giuseppe Verdi è il pane di tutte le nazioni del mondo”, il “musicista della Vita”, certamente il suo più amato.
    Il direttore d’orchestra ha chiuso al Teatro Alighieri di Ravenna la sua cinque giorni verdiana, con uno storico scatto che ritrae un Verdi, già avanti negli anni, nel giardino della villa a Sant’Agata, a fare da scenografia alla serata e da monito, quasi, per quanti sono nelle capacità della sua acquisizione e rilancio, dopo l’abbandono da parte degli eredi.
    Il concerto è stato parte della Trilogia d’autunno che tradizionalmente chiude il Ravenna Festival, la manifestazione che nel 2024 si aprirà l’11 maggio col ritorno dei Wiener Philharmoniker diretti ancora da Muti. La leggendaria compagine viennese, già tante volte ospite del Festival (la prima partecipazione risale al 1992 e, negli anni, ha arricchito il cartellone di eventi indimenticabili, come la trilogia Mozart-Da Ponte), proporrà la Sinfonia N. 35 di Mozart, la “Haffner”, e la Sinfonia N. 9 di Schubert, la “La grande”.

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