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Betori, 'il mondo non è condannato a tragedia della violenza

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 25 Dicembre, 2023, 21:26:31 di Maurizio Barra

Parte “dall’annuncio degli angeli
ai pastori a Betlemme” l’omelia proclamata in Cattedrale nella
notte di Natale dall’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe
Betori.

   
“Sono così tante le offese alla pace attorno a noi per non
sentire questa rivelazione come una fonte di gioiosa speranza.

   
Sono parole che ci svelano che questo nostro mondo non è
condannato inesorabilmente alla tragedia della violenza: nelle
guerre che insanguinano tante regioni del mondo, travolgendo i
diritti umani e il diritto dei popoli; nei rapporti tra uomo e
donna, quando la volontà di possesso giunge fino al crimine del
femminicidio; nella diffusa violenza che si propaga nella
società, in specie tra i giovani; nella non meno rovinosa
violenza delle parole, che inquina i rapporti e la corretta
visione delle cose”, ha detto Betori.

   
“Non siamo condannati a tutto questo, non perché abbiamo in
noi le risorse per cambiare la rotta, ma perché l’amore di Dio
non ci abbandona e da questo amore possiamo trarre le risorse
perché la pace torni a regnare sulla terra”, ha continuato.

   
“Nella nascita del Figlio di Dio in condizioni di estrema
povertà, si potrebbe dire anche di disumanità, c’è la condanna
di ogni modo con cui gli uomini pensano di raggiungere la pace:
quando si propongono di sottomettere un altro popolo al proprio
ordine; quando rifiutano la convivenza con un altro popolo,
considerandosi gli uni gli altri non figli di un unico padre, e
quindi fratelli, ma nemici per sempre; quando si nega la libertà
dell’altro, in specie dell’altra, per ridurla in proprio potere;
quando si cerca di imporre agli altri la propria opinione e ciò
che conviene ai più forti, con il peso delle convenzioni
sociali, del pensiero unico, del politicamente corretto, del
consenso dei più”, ha concluso il cardinale.

   

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