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Il discorso di Natale di re Carlo III: l'amore per l'ambiente e il balcone dell'incoronazione

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 25 Dicembre, 2023, 10:17:32 di Maurizio Barra

Un albero di Natale sostenibile e il balcone da cui si era affacciato dopo la sua incoronazione, sullo sfondo. Carlo III ha scelto di recitare a Buckingham Palace, il suo secondo discorso di Natale, il primo però dall’investitura solenne a Westminster Abbey.

Quello del 25 dicembre, trasmesso ogni anno alle 15 per raggiungere la maggior parte dei Paesi in diversi fusi orari in tutto il mondo, è l’unico discorso scritto a mano dal re del Regno Unito. Il King’s speech che il sovrano tiene durante la cerimonia di apertura del Parlamento è infatti il piano programmatico del suo primo ministro.

Carlo III a Sandringham la vigilia di Natale Ap

Carlo III a Sandringham la vigilia di Natale

Anche quest’anno, Carlo è in piedi davanti alla telecamere, una scelta che lo sottrae da quella simbologia delle immagini cui ci aveva abituati la regina Elisabetta che sceglieva personalmente le fotografie da mostrare ai telespettatori, disponendole sulla scrivania.

Non rinuncia però a inviare a un doppio messaggio nascosto. Il primo lo suggerisce la location scelta. Non più la chiesa del Castello di Windsor dove sono sepolti i suoi genitori, da cui parlò l’anno scorso per rendere omaggio a Elisabetta II, ma Buckingham Palace, “The Palace”, la residenza ufficiale del sovrano del Regno Unito per sottolineare il suo ruolo.

Il secondo riguarda il suo amore per l’ambiente: l’albero di Natale alle sue spalle è decorato con ornamenti sostenibili, arance essiccate, carta, pigne, e verrà successivamente ripiantato.

Carlo III ha da sempre promosso la protezione della fauna selvatica e iniziato la lotta al cambiamento climatico molto prima che diventasse popolare. Ha parlato all’inizio del mese al vertice sul clima COP28 delle Nazioni Unite a Dubai.

Il primo discorso di Re Giorgio V

Il discorso di Natale del Re è una tradizione che risale a 90 anni fa. Il primo messaggio fu trasmesso in diretta alla radio nel 1932, su suggerimento del direttore della BBC John Reith. Re Giorgio V da Sandringham lesse in tre minuti un testo scritto “con l’aiuto” di Rudyard Kipling.

Il testimone passò poi a Giorgio VI poiché Edoardo VIII abdicò prima del Natale. Nel 1951, con il re già molto malato, si decise di registrare il messaggio. A Elisabetta chiamata a succedergli piacque questa novità: era solita rivedersi in tv insieme alla famiglia.

Già il 25 dicembre 1952, quando aveva appena 26 anni ed era diventata regina alla morte del padre Giorgio VI, toccò a lei sedersi alla scrivania dalla residenza di Sandringham. Davanti ai microfoni accesi della radio, pronunciò il suo primo messaggio natalizio. 

La giovane sovrana disse in quella occasione di voler portare avanti la tradizione delle trasmissioni natalizie inaugurate da suo nonno e proseguite da suo padre e che si sarebbe sforzata di continuare il loro lavoro per unire i popoli dell’Impero e del Commonwealth che vedeva ancora come “un’immensa unione di nazioni […] una forza che credo possa essere di incommensurabile beneficio per tutta l’umanità”. 

Per cinque anni i messaggi natalizi della regina furono trasmessi anche in tv ma solo attraverso il simulcast del sonoro. Fu con il messaggio del 1957 che si ebbe la grande svolta tecnologia con la prima trasmissione televisiva.

Apparendo per la prima volta in tv il 25 dicembre, la giovane regina definì l’evento “una pietra miliare tecnologica che ha permesso a molti di voi di vedermi nelle vostre case il giorno di Natale”. Il filmato fu girato nella Long Library a Sandringham (Norfolk).

Da quel giorno il messaggio divenne un consueto appuntamento del Christmas Day dei britannici e lei non lo ha mai perso. Solo nel 1969, nell’anno dell’investitura di Carlo come principe di Galles, preferì scrivere una lettera per “non apparire troppo” in tv.

Tra i messaggi “più importanti” ci sono quello del 1980, seguito da 28 milioni di telespettatori visto l’imminente matrimonio di Carlo e Diana, quello del 2020, anno segnato dalla Megxit, dalla Brexit e dalla pandemia e, infine, quello del 2021, l’ultimo. La regina rese omaggio al suo “amato” Filippo, morto nell’aprile di quell’anno.

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