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L’insolito andamento del buco dell’ozono nel 2023 nell’animazione di Copernicus

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 29 Dicembre, 2023, 19:41:52 di Maurizio Barra

Il buco dell’ozono del 2023 in Antartide ha completato il suo ciclo dopo una serie di alti e bassi e colpi di scena che hanno sorpreso gli esperti.

Si è trattato del settimo più duraturo mai registrato secondo i dati di Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione europea che ha condiviso su X l’animazione in timelapse dell’andamento di quest’anno: “Il buco dell’ozono dell’emisfero australe del 2023 si è finalmente chiuso il 20 dicembre, diventando il settimo più longevo nei dati CAMS. L’animazione mostra l’evoluzione dall’inizio anticipato di agosto fino alla chiusura tardiva”.

Quest’anno il buco dell’ozono si è aperto in anticipo ed è cresciuto rapidamente, diventando uno dei più grandi mai registrati a metà settembre. 

In seguito, l’area si è ridotta in modo significativo per rientrare nella media, ma è stata insolitamente persistente durante il mese di novembre, estesa all’incirca quanto l’Antartide fino all’inizio di dicembre – il terzo buco dell’ozono più grande per quel periodo dell’anno secondo i registri CAMS (Copernicus Atmosphere Monitoring Service).

Poi ha iniziato a chiudersi, con una serie di oscillazioni che ne hanno ritardato la chiusura definitiva fino al 20 dicembre. 

Il buco dell’ozono più duraturo secondo i dati Copernicus, che partono dal 1979, si è verificato nel 1999 e nel 2020: entrambi si sono chiusi il 27 dicembre.

Secondo gli scienziati, le cause di questo comportamento sono riconducibili ai cambiamenti climatici ma un ruolo importante potrebbero averlo avuto anche le emissioni vulcaniche, in particolare l’eruzione dell’Hunga-Tonga, avvenuta tra dicembre 2021 e gennaio 2022 che ha iniettato enormi quantità di vapore acqueo nella stratosfera. Le ragioni precise, tuttavia, restano da capire.

Il buco dell’ozono in Antartide è un fenomeno atmosferico che si verifica ogni anno. In condizioni normali, si forma tra la metà e la fine di agosto, e si chiude intorno alla fine novembre. 

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