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Ossa trovate a Genova Casella, per Ris "appartengono a un uomo"

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 29 Dicembre, 2023, 02:07:24 di Maurizio Barra

Non appartengono a Maria Imparato,
la donna scomparsa nel nulla a 49 anni quasi trent’anni fa a
Casella, le ossa ritrovate tra l’agosto del 2022 e il febbraio
di quest’anno che la Procura di Genova ha fatto analizzare dal
Ris di Parma. L’esito delle analisi sui reperti ossei è stato
comunicato verbalmente al pm Valentina Grosso dagli specialisti
del Ris: la mandibola con protesi dentaria ritrovata il 29
agosto 2022 da un passante vicino al corso del torrente Scrivia
appartiene a un uomo, mentre le ossa trovate da un inviato della
trasmissione Chi l’ha visto nel febbraio di quest’anno sono
invece di animali. “Anche se può sembrare paradossale è stata
una brutta notizia” dicono Sabrina e Daniela Roccu, figlie di
Maria Imparato che avevano dato nuovo impulso alle indagini
grazie a un incontro con il procuratore Nicola Piacente.

   
“Avevamo quasi desiderato di poter fissare un punto, visto
che sono quasi 29 anni che di lei non si sa nulla. Rimane il
desiderio che le indagini interrotte anni fa, possano essere
riprese e concluse dal commissariato di Sestri Ponente ed è
quello che abbiamo chiesto alla Procura”. Oltre ai congiunti di
Maria Imparato, ci sono altre famiglie che potrebbero ora
chiedere la comparazione del Dna. Sono i parenti di Giovanni
Trucco, 85 anni, scomparso da Montoggio nel 2007 e quelli di
Riccardo Lorenzelli, 93 anni, scomparso da San Fruttuoso nel
2008. Non solo. Anche l’Anpi si è rivolta alla Procura alla
ricerca dei resti di sei partigiani fucilati dai tedeschi il 21
dicembre 1944 a Casella i cui corpi, probabilmente seppelliti in
zona, non sono mai stati ritrovati. In questo caso per una
comparazione è indispensabile che i parenti si facciano avanti e
si sottopongano a un prelievo anche se resta il rischio che il
Dna sia degradato e non possa dare esiti certi.

   

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