Ultimo aggiornamento 29 Dicembre, 2023, 19:38:25 di Maurizio Barra
Indagati per atti persecutori,
maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, e sottoposti al
divieto di avvicinamento alla persona offesa. Sono le accuse
contestate, a vario titolo, a due uomini violenti, nel modenese.
Nel primo caso, la vittima si era rivolta ai carabinieri di
Carpi il 19 dicembre per sporgere denuncia per stalking nei
confronti di un uomo conosciuto tre anni prima sui social
network e che più volte aveva provato ad instaurare una
relazione con lei. Di fronte ai continui rifiuti l’uomo ha
reagito in malo modo, diffamando pesantemente la vittima sui
canali social di comuni amicizie, fino a generare nella stessa,
appena maggiorenne, un perdurante e grave stato di ansia al
punto di commettere condotte autolesive.
Lo stalker è andato avanti per anni, con messaggi e chiamate
telefoniche anche notturne per indurre la ragazza ad
incontrarlo, per poi minacciarla di morte, seguirla
continuamente e appostarsi nei pressi della sua abitazione.
Infine aveva cercato di bloccarla per strada, afferrandola alle
spalle. Da qui la misura del divieto di avvicinamento emessa il
24 dicembre dal Gip di Modena.
Nel secondo caso, invece, sono stati i carabinieri di
Nonantola ad eseguire, ieri mattina, la misura del Tribunale -
divieto di avvicinamento alla persona offesa e allontanamento
dalla casa famigliare – nei confronti di un uomo accusato di
maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale sulla compagna.
Dalle indagini dei militari è emerso che abusi, aggressioni,
insulti e minacce andavano avanti dal 2014.
L’uomo, spiega la Procura di Modena, pretendeva l’esclusivo
controllo del coniuge anche sotto il profilo economico, pur non
contribuendo al sostentamento dei figli. Il giudice, infatti, su
richiesta del pm, ha disposto inoltre che l’indagato corrisponda
alla vittima una somma di denaro mensile per provvedere al suo
mantenimento e a quello dei figli.
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