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Uccide il padre a bastonate, 'ho preso Lsd ma non ricordo altro'

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Ultimo aggiornamento 29 Dicembre, 2023, 20:52:27 di Maurizio Barra

Ha ammesso di aver assunto acidi Lsd e un’altra sostanza stupefacente per cercare di bilanciare gli effetti devastanti che stava subenedo la notte del 28 dicembre quando, al culmine di una serata di follia trascorsa tra un locale e l’altro nel centro storico di Arzachena, Michele Fresi ha ucciso il padre Giovanni, orafo di 58 anni molto conosciuto in Costa Smeralda, colpendola alla testa con una mazza di legno.

Il ragazzo 27enne è comparso questo pomeriggio davanti al gip del Tribunale di Tempio Pausania per l’udienza di convalida dell’arresto. Al suo fianco un nuovo avvocato difensore, Pier Franco Tirotto, che ha sostituito il collega Nino Vargiu. Il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto la custodia cautelare in carcere. Michele Fresi non ha risposto alle domande del giudice, avvalendosi della facoltà prevista dalla legge, ma ha comunque confessato che aveva abusato con la droga precisando però di non ricordare nulla. “Pensavo di essere inseguito e di essere in pericolo, ne ero convinto – ha raccontato – ma non ricordo di aver ucciso mio padre”.

“L’esito degli esami tossicologici – spiega l’avvocato Tirotto che segue da tempo il giovane per via di altre pendenze a suo carico – dovrebbe confermare quanto da lui stesso ammesso, ossia di aver assunto acidi e altre sostanze. Infatti in un primo momento il ragazzo ha cercato di chiedere aiuto e gli è stata chiamata un’ambulanza che effettivamente è arrivata sul posto”. “Michele Fresi – sottolinea il difensore – ha un trascorso familiare e psichico molto problematico, diverse volte era andato via dalla casa dei genitori, ma mai finora aveva avuto comportamenti violenti o aggressivi. Valuteremo in base a tutto un complesso di cose se chiedere una perizia per infermità mentale”.

Nel febbraio del 2023, in occasione dei festeggiamenti del Carnevale a Tempio, il 27enne era stato medicato per alcune escoriazioni che si era procurato lanciandosi in un pendio pieno di rovi, per sottrarsi a una rissa. “Questo ci fa capire – chiarisce il legale – quanto il giovane la scorsa notte fosse completamente fuori si sè a causa dell’uso di queste sostanze”.
   

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