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Caso Pozzolo (FdI), sugli spari a Capodanno la vittima smentisce il deputato: "Non ho mai toccato l'arma" | Presentata la querela in procura

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Ultimo aggiornamento 4 Gennaio, 2024, 16:32:03 di Maurizio Barra

 


Caso Pozzolo (FdI), sugli spari a Capodanno la vittima smentisce il deputato: "Non ho mai toccato l'arma" | Presentata la querela in procura - foto 1

Tgcom24




 

La festa a Rosazza e il colpo partito dalla pistola di Emanuele Pozzolo

 Campana, genero di un agente della scorta del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, era alla festa familiare, allargata anche ai parenti degli agenti. In tutto una trentina di persone. Il cenone nei locali della Pro Loco di Rosazza era finito, avevano sparecchiato e alcuni se n’erano già andati. Il deputato di Fratelli d’Italia Pozzolo aveva atteso la mezzanotte in casa con la famiglia, e alla Pro Loco si è presentato intorno all’una e un quarto. Con sé il mini-revolver da cui è partito un colpo che ha ferito il 31enne.

 

Il testimone: “Il deputato Pozzolo ha tirato fuori l’arma ed è partito il colpo”

 La ricostruzione di quegli attimi resta da chiarire. Secondo quando riporta Repubblica, ai carabinieri il deputato di Fratelli d’Italia ha riferito che “la pistola è caduta in terra, quel ragazzo (Campana, ndr.) l’ha raccolta ed è partito lo sparo”. Versione smentita però sia dal racconto della vittima, sia da quello di diversi testimoni presenti alla festa. Uno, in particolare, quello di un agente di polizia, combacia con la testimonianza del giovane ferito. “Pozzolo è arrivato a fine serata – ha raccontato l’agente -: era allegro, ha tirato fuori la pistola senza che nessuno glielo avesse chiesto e all’improvviso è partito lo sparo”.

 
 

“Altri spari alla festa prima dell’arrivo di Pozzolo”

 Quello partito dall’arma di Pozzolo, tuttavia, non sarebbe l’unico colpo esploso durante la festa di Rosazza. L’ipotesi, riportata da Repubblica, emerge dagli ambienti della polizia penitenziaria in Piemonte. Alla cena avrebbero partecipato diversi agenti, con amici e parenti. Alcuni di loro, alla mezzanotte, si sarebbero allontanati per esplodere botti e fuochi d’artificio. Pare che qualcuno abbia preso la sua pistola e abbia sparato in aria. Uno scenario che dovrà ora essere verificato dalla procura di Biella. Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze di chi era alla festa e stanno cercando di stilare la lista completa dei presenti, per capire in particolare quante fossero le persone armate.

 

Tra le persone finora sentite da magistrati e militari, non risulterebbero il sottosegretario Delmastro e nemmeno la sorella Francesca, sindaca di Rosazza, che aveva affittato proprio i locali della Pro Loco per la festa con familiari e la scorta del fratello, i cui componenti avevano portato anche i propri parenti, per restare tutti insieme la sera della vigilia. Andrea Delmastro al momento dello sparo, come lui stesso aveva dichiarato anche ai giornali subito dopo i fatti, era già a qualche centinaio di metri di distanza, alla sua auto, per sistemare alcune borse con avanzi del cenone, pronto a rincasare con la propria famiglia. La sorella invece aveva raccontato di essere andata via da un po’, dopo avere aiutato a sparecchiare, anche per la necessità di badare al proprio cane.

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