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Autotrasportatori, ex Ilva paghi fatture, ritardi inaccettabili

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Ultimo aggiornamento 5 Gennaio, 2024, 21:39:31 di Maurizio Barra

Pagamento delle fatture scadute e
applicazione della norma nazionale dell’autotrasporto: questo è
quanto verrà preteso dagli autotrasportori che lavorano con l’ex
Ilva, aderenti a Casartigiani, al tavolo di confronto con le
istituzioni e i vertici aziendali di Acciaierie d’Italia dopo
l’8 gennaio, giorno in cui si terrà l’incontro tra i governo e
la multinazionale per comprendere se ci sono i margini per un
accordo. Questa mattina una delegazione degli autotrasportatori,
che da giorni sono in presidio davanti alla portineria C dello
stabilimento siderurgico lamentando il ritardo nei pagamenti
delle fatture da parte del committente, hanno incontrato prima
il senatore Mario Turco, vice presidente del M5s, e
successivamente il prefetto di Taranto Paola Dessì a cui è stata
consegnata la lettera al governo in cui sollecita l’istituzione
di un tavolo di confronto.

   
“Non è possibile – ha detto Stefano Castronuovo, coordinatore
regionale di Casartigiani Puglia – che a oggi i pagamenti siano
in forte ritardo. La legge prevede che nel momento in cui non
vengano saldati sia la Guardia di Finanza sia l’Agenzia delle
Entrate debbano vigilare sulla condotta dell’azienda.

   
Auspichiamo che il tavolo venga convocato e che vengano
rispettate le nostre richieste”.

   
Giacinto Fallone, rappresentante degli autotrasportatori, ha
precisato “che si attendono gli esiti della riunione dell’8
gennaio, i cui esiti influiranno sulle decisioni dei giorni
successivi. Lo stato di agitazione proseguirà fin quando non
saranno saldati tutti i crediti scaduti e non verrà istituito il
tavolo di confronto. Di fatto, i pagamenti effettuati in queste
ore riguardano dicembre 2022 e i primi mesi del 2023, manovra
con cui non si risolve alcunché, al contrario ha ulteriormente
allarmato i nostri iscritti, timorosi di perdere le somme
restanti”.

   

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