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Sanità: M5S, con chiusura mense ospedali ennesimo sperpero

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Ultimo aggiornamento 5 Gennaio, 2024, 21:17:46 di Maurizio Barra

Il Movimento 5 Stelle torna
all’attacco dei vertici della sanità regionale per la decisione
di chiudere le cucine dell’ospedale di Agnone (per i prossimi 4
mesi, affidando il servizio del trasporto pasti ad una ditta di
Somma Vesuviana per una cifra di 35.000 euro per quattro mesi.

   
“La società campana – afferma il consigliere regionale Andrea
Greco – dovrà assicurare l’arrivo di pranzo e cena (non viene
menzionata la colazione), preparati al ‘Veneziale’ di Isernia,
negli ospedali di Agnone e Venafro. Va chiarito che l’impresa
non ha nessuna responsabilità per aver risposto alla gara.

   
Tuttavia, considerato i costi, siamo di fronte ad una decisione,
quella fatta da Asrem, antieconomica soprattutto se si considera
il regime di commissariamento e il Piano di rientro a cui è
sottoposta da anni la Regione Molise riguardo il comparto
sanità”.
Greco pone quindi una serie di interrogativi:
“L’esternalizzazione del servizio è dettato dalla carenza di
personale, ma appare evidente che con l’identica somma si
potevano assumere diversi cuochi, che sul posto, avrebbero
fornito un servizio di qualità. Infatti, non ci vuole un mago
per capire, che tra preparazione e trasporto da Isernia ad
Agnone, trascorrerà almeno un’ora, condizioni meteo permettendo.

   
E allora qualche domanda sorge spontanea: quale sarà la qualità
dei cibi che saranno somministrati ai pazienti? Se proprio le
cucine del ‘Caracciolo’ dovevano essere chiuse per una “durata
presunta di quattro mesi” (testuale dicitura dell’Asrem), perché
non affidare il servizio ad un ristorante del posto? Chi
garantirà la colazione ai degenti? Cosa accadrà quando neve e
ghiaccio renderanno le strade impercorribili o richiederanno un
tempo maggiore per raggiungere Agnone? Ed ancora: la cifra
assegnata alla ditta è congrua o, come sembra di capire,
spropositata per il solo trasporto dei pasti? La verità –
conclude – è una sola, ovvero quella che cambiano i presidenti,
i direttori e i manager, ma il modus operandi è identico al
passato: sperperare denaro pubblico con aggravio della pressione
fiscale sui cittadini molisani”.

   

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