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Il cancro del kiwi fa strage di frutti, -7% rispetto al 2022

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 6 Gennaio, 2024, 20:49:32 di Maurizio Barra

Il cancro del kiwi fa strage di
frutti e mette in ginocchio un comparto più che fiorente fino a
qualche tempo fa. Tanto che per soccorrere gli agricoltori del
settore, a fine anno, il ministro dell’Agricoltura e della
Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha firmato un
decreto da 3 milioni di euro, dopo lo stanziamento di altri 2
milioni lo scorso novembre.

   
Le superfici coltivate a kiwi in Italia, secondo produttore
mondiale, erano cresciute ininterrottamente fino al 2011 quando
avevano raggiunto i 26mila ettari, successivamente si era
verificato un calo fino al 2016 e poi una ripresa, fermata negli
ultimi tre anni proprio dall’incidenza dello Pseudomonas
syringae pv. actinidiae (Psa), questo il nome scientifico del
batterio responsabile del cancro dell’actinidia e della moria
del kiwi.

   
Oggi in Italia si contano circa 24mila ettari coltivati a
kiwi, secondo la Coldiretti. “Il Lazio è la prima regione, con
circa 1/3 della superficie (30%), seguita a distanza
dall’Emilia-Romagna. In Europa la produzione globale di kiwi per
il 2023 è stimata in circa 755mila tonnellate (-4% in meno sul
2022) e in Italia è di circa 311mila tonnellate (che porta il
nostro Paese al secondo posto tra i player mondiali dopo la
Nuova Zelanda) con un calo del 7%, complessivamente di tutte le
cultivar presenti, rispetto all’anno precedente”, stima
Coldiretti su dati Cso.

   
A soffrire non è solo l’Italia. La raccolta ha registrato
un calo nel 2023 anche in Nuova Zelanda, primo produttore
mondiale, con circa 492mila tonnellate (-21% rispetto al 2022),
con una marcata flessione del prodotto. In Italia, rileva la
Coldiretti, “la riduzione della produzione del kiwi verde è pari
al 15% rispetto all’anno precedente, a causa dei danni da gelo,
della contrazione delle superfici, ma soprattutto dell’impatto
della morìa”. Un fenomeno che, sulla base delle analisi di Cso
Italy, si stima abbia interessato oltre 8.600 ettari di
coltivazioni dal 2012 ad oggi.

   

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