Aggiornamenti, Calcio, Cinema, Cronaca, ECONOMIA, Juventus, Medicina, Salute e Benessere, Mondo, Notizie, Piemonte, Politica, Scienza, Spettacoli Musica e Cultura, Sport, Tecnologia, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Morte in carcere, Matteo Concetti aveva minacciato di uccidersi. Cucchi scrive a Delmastro

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Gennaio, 2024, 16:16:24 di Maurizio Barra

“Lo Stato me lo ha ammazzato”, così la mamma di Matteo Concetti questa mattina dalle pagine del quotidiano La Repubblica. È straziante lo sfogo di Roberta Faraglia, una madre che aveva provato a chiedere aiuto, suo figlio, detenuto per danni al patrimonio. Gli mancavano solo 8 mesi da scontare, ma i disturbi psichiatrici conclamati gli rendevano impossibile sopportare quel tempo in cella. 

“Mamma, mi devi portare fuori di qui. Non ce la faccio più. Devi chiamare Ilaria Cucchi, qua mi fanno fare la fine di Stefano“, racconta la donna. “Se solo gli avessi dato ascolto quindici giorni fa, chissà, forse sarei riuscita a portarlo fuori da quell’inferno dove me l’hanno ucciso – dice ancora – Cucchi l’ho chiamata ma solo venerdì, poche ore prima che Matteo si uccidesse”.   

Matteo aveva solo 23 anni, si sarebbe ammazzato nel bagno della cella, anche se non è ancora chiara la dinamica perché non avrebbe dovuto avere con sé nessun oggetto utile a togliersi la vita.

“Mio figlio aveva un disturbo psichiatrico accertato, era bipolare, in carcere non ci poteva stare. Tantomeno in isolamento, senza nessuno che lo controllasse, impaurito e agitato com’era. Venerdì mattina, nell’ultimo colloquio che abbiamo avuto, lo ha detto a me e a suo padre davanti alle guardie e a un avvocatessa: ‘Mamma, mi ha detto, se mi riportano giù in isolamento mi impicco’. Io ho chiesto aiuto a tutti, nessuno mi ha dato ascolto e hanno lasciato che si suicidasse”.   

“Ho chiesto rassicurazioni alle guardie, le ho implorate che non lo lasciassero solo. Ho chiesto aiuto all’infermiere che era venuto per dargli una terapia che non gli hanno invece voluto far prendere, ho chiesto di poter parlare con il medico. ‘Oggi non c’è nessuno, non possiamo aiutarla’, mi hanno risposto. Ho chiamato il cappellano, gli avvocati, il tutore che gli era stato nominato. Nessuno mi ha ascoltato. ‘C’è il weekend di festa, poi ne parliamo'”.   

“Come si è impiccato? Gli avevo portato delle patatine, degli affettati e non me li hanno fatti entrare per motivi di sicurezza – racconta Roberta Faraglia – Quando sono entrata in carcere mi hanno fatto togliere la cintura del cappotto. E lui invece è riuscito ad impiccarsi in cella. Come è possibile? Ma adesso denuncio tutti. Denuncio il carcere e lo Stato che me lo ha ammazzato”. La donna racconta anche che gli avrebbero restituito le scarpe infangate del figlio e si chiede come fosse possibile che fossero sporche, dato che non poteva uscire dalla cella. 

Ilaria Cucchi scrive a Delmastro: “Non ti senti in colpa?”

“A lei non interessa nulla il fatto che Matteo, persona con particolari deficit psichiatrici, la sera del 4 gennaio sia stato trovato morto impiccato nella cella di isolamento”. Così in una lettera rivolta al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, pubblicata oggi da La Stampa, la senatrice Ilaria Cucchi.   

“Caro sottosegretario le confesso che io, a differenza sua – dice ancora – mi sento tanto in colpa. Perché la madre di quel ragazzo aveva cercato di contattarmi riuscendo a parlare con me al telefono alle 14 di quel maledetto giorno. Ho fatto mie quelle preoccupazioni. Stavo preparando le valigie per fare ritorno a Roma ripromettendomi che alla ripresa del mio lavoro, la prima cosa che avrei fatto sarebbe stata quella di contattare il carcere e il Dap. Non ho fatto in tempo: Matteo Concetti è deceduto alle 20 di quello stesso giorno in cui sua madre aveva parlato con me. Mi sto chiedendo se avrei potuto fare qualcosa per salvarlo”.   

“Il sindacato di Polizia Penitenziaria, puntuale come sempre, fa sapere che nei giorni precedenti Matteo aveva aggredito un agente. Ma era un malato psichiatrico con tanto di amministratore di sostegno, caro sottosegretario, le interessa tutto questo? Si sente in colpa come titolare delle funzioni istituzionali che riveste o quantomeno come uomo? Onestamente non credo. Lei e soltanto lei, oggi, dovrà rispondere su questa tragedia. Ma non mi aspetto nulla da parte sua. Sono note le sue vibranti prese di posizione per abolire la legge che punisce la tortura. Io porto il peso di questa immane tragedia. Sicuramente vive meglio lei, tra feste, cene e proclami. Farei a cambio con Lei? No grazie. Preferisco la mia vita”. 

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.