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Nino Frassica "indaga" sulla sparizione del suo gatto. E i vicini lo denunciano per stalking

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Gennaio, 2024, 00:48:36 di Maurizio Barra

Non sarebbe una storia così curiosa e dai risvolti per certi versi comici se il protagonista, oltre a un felino, non fosse Nino Frassica, showman e attore tra i più originali del panorama nazional-popolare. La vicenda del suo gatto Hiro, sparito già da qualche mese dalla casa in cui l’attore vive con la moglie e la figlia a Spoleto (Perugia), sta assumendo risvolti penali. Travalicando, così, i confini della baruffa da vicinato, del litigio di provincia (e di cortile).

L’ultimo aggiornamento, che risale a ieri, parla dell’iscrizione del comico messinese nel registro degli indagati da parte della Procura della città umbra per diffamazione aggravata, stalking e istigazione a delinquere. Con lui, sono indagate anche la moglie, Barbara Exignotis, e la figlia della donna, Valentina. Il tutto perché, alla scomparsa del micio, si è aggiunto un rimpallo di accuse tra famiglie, vicini e coppie patite di felini, che aggiungono colore – e miagolii – a una vicenda che sembra tratta dalle cronache di un giornale di quartiere (o dalla trama di una soap opera di terza categoria).

Andiamo con ordine: Nino Frassica, massimo esponente di una comicità surreale e ormai quasi d’antan, impegnato nelle riprese della serie cult della Rai Don Matteo (di cui è uno dei protagonisti principali e che si gira proprio a Spoleto), vive in Umbria in una casa con moglie, figlia e tre gatti: oltre a Hiro, razza “Sacro di Birmania”, ci sono anche Cookie e Bianca. A fine settembre, il primo dei tre scompare. I padroncini vanno in allarme: diffondono messaggi sui social, mettono anche una taglia di 5mila euro, si dicono disposti a fare di tutto per ritrovare l’amato felino. Ma Hiro sembra essersi volatilizzato. Sparito. Rapito?

Da qui le accuse indirette, diffuse in momenti diversi, verso due coppie di vicini, che secondo i proprietari sarebbero i probabili “rapitori” del gatto, coloro che – stando alla loro versione – si sarebbero indebitamente appropriati del peloso animaletto. I Frassica, a conferma delle accuse e dei legittimi sospetti, avrebbero persino condotto indagini personali, verificando di persona e – non si sa come – entrando nelle proprietà dei vicini, per dimostrare che quanto affermano è vero: “Abbiamo visto del pelo bianco a casa di queste persone, che non possiedono gatti di quel colore. E quando lo abbiamo fatto annusare a Cookie e Bianca, i nostri gatti sono impazziti!” hanno scritto con dovizia di particolari su Instagram.

Ma gli accusati non ci stanno e si rivolgono all’autorità giudiziaria. Eccoci, quindi, all’ultimo step (finora) di questa vicenda a dir poco carnascialesca: l’iscrizione di Frassica nel registro degli indagati, di cui ieri ha dato conto il Corriere dell’Umbria. La novità nel caso, e il suo passaggio al piano penale, si deve all’iniziativa delle due coppie di vicini, chiamate in causa come responsabili della sparizione di Hiro. Dopo l’iniziale e spontanea mobilitazione per ritrovarlo, infatti, “gli animi si sono scaldati, e pure spazientiti, da una pubblicità non richiesta, e soprattutto non gradita, da molti privati cittadini”, è scritto sulla testata umbra. Che aggiunge: “I due nuclei familiari, accusati sui social a vario titolo di essere coinvolti nella sparizione dell’animale domestico, si sono rivolti a un legale, l’avvocato Fabrizio Gentili”, con l’obiettivo di “tutelarsi e mettere una parola fine a quelle che ritengono delle calunnie senza alcun fondamento”.

Dopo le denunce di parte, depositate al commissariato di polizia di Spoleto, si legge ancora sul Corriere dell’Umbria, “si sono aperti due distinti procedimenti. Il nome di Frassica, assieme a quello della moglie, Barbara Exignotis, e della figlia della donna, Valentina (già indagate nel primo procedimento), compare dunque nel secondo fascicolo, aperto a seguito della denuncia di una coppia residente in piazza Campello, tirata in ballo via Instagram dal popolare attore: le ipotesi di reato, tutte ovviamente al vaglio degli inquirenti, sono tra le altre diffamazione aggravata, stalking e istigazione a delinquere”.

Insomma, un vero mistero all’italiana, nella miglior tradizione della fiction nostrana. Oltretutto nel cuore della Penisola, centro d’Italia e delle sue provincialissime storie da bar. A quattro zampe.

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