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Sanità, ospedale Agnone, si dimette unica dirigente biologa

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 9 Gennaio, 2024, 18:42:07 di Maurizio Barra

Dopo la chiusura delle cucine
dell’ospedale “San Francesco Caracciolo”, con
l’esternalizzazione del servizio, un’altra tegola si abbatte sul
presidio sanitario di Agnone (Isernia). L’unica dirigente
biologa in forza al laboratorio Analisi, la dottoressa Carla
Marinelli, ha rassegnato le dimissioni. A rendere nota la
vicenda è il sindacato Cisl Fp che chiede nuovo personale da
inviare nella struttura. “Il nuovo anno parte nel peggiore dei
modi – esordisce in una nota Bruno Delli Quadri della Cisl – A
seguito delle dimissioni della dottoressa Marinelli, datate 7
dicembre 2023, nel laboratorio Analisi del ‘Caracciolo’ è in
servizio un unico tecnico che da solo si trova a fronteggiare
tutte le attività per soddisfare le esigenze dell’utenza con
esami urgenti dei reparti e la manutenzione del Poct nonché
delle strumentazioni del laboratorio stesso. Così il lavoro è
gestito a distanza dai dirigenti medici di Isernia che
‘pretendono’ l’invio dei dati entro determinati orari che non
sempre possono essere rispettati viste le urgenze giornaliere –
rimarca Delli Quadri, che poi aggiunge – Vista la situazione è
auspicabile prevedere l’invio a rotazione di medici in forza in
altre strutture ad Agnone, in particolare per garantire
l’attività di vacatio lasciata dalla dottoressa Marinelli”.

   
Inoltre, il sindacalista che ha scritto ad Asrem, ricorda
come il tribunale del lavoro di Teramo ha dichiarato
“illegittimo far lavorare il tecnico di laboratorio in
solitudine senza collaborazione indispensabile del dirigente che
deve rendere fruibile, mediante la sua validazione clinica, i
risultati derivanti da quella tecnica”.

   
Ed ancora, con una sentenza del 2021, lo stesso tribunale
abruzzese ha dichiarato “indispensabile la presenza fisica del
laureato di laboratorio nello svolgimento della propria attività
lavorativa di certificazione del dato tecnico e di formulazione
dei relativi giudizi valutativi e, per l’effetto, è illegittimo
prevedere che il tecnico di laboratorio operi da solo, senza la
collaborazione del medico, perché di fatto di vedrebbe accollato
di responsabilità che non gli competono”.

   

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