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Sindaco Casal di Principe al Governo, "si muova" su abusivismo

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Ultimo aggiornamento 9 Gennaio, 2024, 18:49:39 di Maurizio Barra

A pochi mesi dalla scadenza del
suo secondo e ultimo mandato, il sindaco di Casal di Principe
(Caserta) Renato Natale torna a farsi sentire con una lettera
inviata al premier Meloni e ad altri ministri sulla questione
dell’abusivismo edilizio, mai risolta da nessun Governo e che
solo nella cittadina del Casertano riguarda 1300 abitazioni
riconosciute abusive da una sentenza giudiziaria definitiva e
destinatarie di ordinanze di abbattimento, dove vivono circa
22mila persone. E’ il cosiddetto “abusivismo di necessità”,
perchè riguarda quasi esclusivamente prime case costruite oltre
20 anni fa con sacrifici in un territorio dove fino alla prima
decade del 2000 la camorra comandava, non c’erano pianI
regolatori e dunque si costruiva dove capitava; peraltro si
tratta di un area pianeggiante dove non sussistono particolari
vincoli, tra idrogeologici, paesaggistici o storico-culturali,
che vietano la costruzione di manufatti.

   
Natale ha più volte scritto ai Governi, si è interfacciato
con la Regione, che sembrava disponibile verso la grave
situazione di Casale, ha collaborato a presentare proposte di
legge per consentire l’acquisizione al patrimonio comunale di
tali case, da poi fittare agli stessi inquilini, quasi sempre
persone poco abbienti che non hanno altre case in cui vivere; un
modo per sanare una situazione che non danneggia il territorio
ed evitare di aggiungere anche il problema socio-abitativo e
quello relativo alla tenuta delle casse comunali, dove mancano
le ingenti risorse per gli abbattimenti. Oggi Natale ripropone
la proposta di modifica alla legge urbanistica presentata quasi
alla fine del Governo Draghi, che prevedeva proprio la
possibilità per i Comuni di acquisire le case abusive e
abbatterle sempre che l’opera non contrastasse con rilevanti
interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell’assetto
idrogeologico. “Quella che proponiamo – spiega Natale – non è
una sanatoria ex lege; per evitare speculazioni, si prevede che
le abitazioni acquisite al patrimonio pubblico siano
indisponibili, per cui l’Ente non potrà mai venderle. Ma
nonostante le molte promesse di attenzione, ad oggi non si è
ottenuto alcun risultato”.

   

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