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Trump: "Se non avrò l'immunità non l'avrà neppure Biden"

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Ultimo aggiornamento 9 Gennaio, 2024, 18:25:05 di Maurizio Barra

Se non otterrò l’immunità, allora il corrotto Joe Biden non otterrà l’immunità“. È quanto ha scritto sul social Truth l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, aggiungendo che “Joe sarebbe maturo per essere incriminato“. 

Oggi una Corte d’Appello discute se l’ex presidente sia immune dall’accusa di aver ordito un complotto per rovesciare i risultati delle elezioni del 2020. Per questo motivo Donald Trump ha lasciato il suo golf  club di Sterling, in Virginia, per recarsi al tribunale di Washington, dove la Corte ascolterà gli argomenti dei suoi legali che chiedono l’archiviazione delle accuse, sostenendo l’immunità esecutiva dell’ l’ex presidente.

Trump ha voluto essere presente all’udienza e, secondo gli osservatori, la scelta è dettata dall’idea di sfruttare l’occasione mediatica in vista delle primarie in Iowa del 15 gennaio.  Mike Davis, un consigliere della campagna elettorale, ha detto a Nbc news: “Credo che i democratici intendono colpirlo legandolo alle questioni giudiziarie, ma questo si sta rivelando per loro controproducente in modo spettacolare. Stanno trasformando Donald Trump in Nelson Mandela”.

Trump è arrivato in tribunale con il suo corteo di auto, direttamente nel garage dell’edificio che ospita le corti d’Appello, senza rilasciare dichiarazioni.

Il palazzo di giustizia è blindato e non c’è folla di curiosi, come invece era successo a Washington e a New York. 

A dibattere gli argomenti sono il legale di Trump, John Sauer, e il rappresentante del procuratore speciale Jack Smith, James Pearce.

Nel loro ricorso, i legali di Trump affermano che l’ex presidente gode di immunità completa a livello penale per ogni “azione ufficiale” condotta mentre era ancora in carica, cioè nei mesi successivi al voto del novembre 2020. Inoltre ricordano che Trump è stato già sottoposto ad impeachment, ed assolto, per il suo presunto ruolo nell’assalto al Congresso, quindi un nuovo processo violerebbe la norma che vieta di processare una seconda volta qualcuno che è  stato assolto.       

L’incriminazione del presidente Trump minaccia di avviare un ciclo di recriminazioni e persecuzioni politicamente motivate che affliggeranno la nostra nazione nei prossimi decenni e violeranno i fondamenti della nostra Repubblica“, scrivono i legali di Trump, secondo i quali l’ex presidente sarebbe rimasto “all’interno del perimetro” delle sue responsabilità.  

Secondo l’ufficio del procuratore speciale Jack Smith, invece, l’immunità presidenziale per gli atti ufficiali si limita alle cause civili e non può essere estesa a quelle penali: “Non ci sono precedenti storici a sostegno delle ampie rivendicazioni di  immunità dell’imputato”, si legge nella mozione di Smith che cita il fatto che Richard Nixon abbia chiesto ed ottenuto la grazia dopo essersi dimesso dalla presidenza a seguito dallo scandalo Watergate come prova del “consenso legale sul fatto che un ex presidente possa  essere processato una volta terminato il mandato“.

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